Caso Moro: artificieri nell’R4 un’ora prima della telefonata dei brigatisti

aldo moro

Vitantonio Raso, l'artificiere che trovò per primo il corpo di Aldo Moro

Una dichiarazione scioccante aggiunge ulteriori nubi alla vicenda del rapimento e uccisione del Presidente del Consiglio Aldo Moro. Vitantonio Raso, uno degli artificieri che trovò il corpo dell’uomo a bordo della Renault 4 Rossa, ha dichiarato recentemente di essere giunto sul luogo del ritrovamento  alle 11.00 del 16 marzo 1978. Ben prima quindi della telefonata delle 12.30 in cui il Brigatista Valerio Morucci avvisava della presenza del cadavere.

Per Raso il ministro dell’Interno Francesco Cossiga arrivò poco dopo prima di tornare alle 14 e non mostrò sorpresa. Per un collega di Raso sul sedile dell’automobile c’era anche una lettera, di cui ad oggi non si ha traccia.

Raso di recente ha pubblicato un libro, La bomba umana, in cui si tratta “l’affaire moro”. Anche se nel testo gli orari vengono trattati in maniera indefiniti, nel corso di un’intervista all’Ansa, l’uomo ha improvvisamente raccontato dettagli finora sconosciuti. Stando al suo racconto, la sua squadra arrivò sul luogo del ritrovamento già alle 11.00, ben 1 ora e 13 minuti prima della famosa telefonata dei Br in cui si avvertiva “ufficialmente” della presenza del cadavere a bordo dell’auto.

Non solo, a quanto racconta l’artificiere,  già alle 14.00 Cossiga e un gruppo di funzionari arrivarono sul luogo per identificare Moro, molto prima delle famose riprese di GBR. Gli uomini non gli parvero sorpresi, addirittura sembrava che sapessero già tutto.

«Quando dissi a Cossiga, tremando, che in quella macchina c’era il cadavere di Aldo Moro – ha spiegato Raso – Cossiga e i suoi non mi apparvero né depressi né sorpresi come se sapessero o fossero già a conoscenza di tutto». L’uomo h anche ricordato che il sangue sulle ferite di Moro era  fresco, decisamente «più fresco di quello che vidi sui corpi in Via Fani, dove giunsi mezz’ora dopo la sparatoria».

Stando al suo racconto  la telefonata delle Br delle 12.13 fu assolutamente inutile. Moro era in via Caetani da almeno due ore quando questa arrivò. Chi doveva sapere, sapeva. «Ne parlo oggi per la prima volta – ha aggiunto ancora Raso – dopo averne accennato nel libro, perché  spero sempre che le mie parole possano servire a fare un pò di luce su una vicenda che per me rappresenta ancora un forte shock. Con la quale ancora non so convivere».

Ad aggiungere ulteriori interrogativi sulla verità dei fatti ci  sono le dichiarazioni  del Maresciallo Giovanni Circhetta: sul sedile anteriore della R4 c’era una lettera, di cui  si chiede ancora oggi che fine abbia fatto.

Dominga D’Alano

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