Caso Mills: prosciolto Berlusconi per prescrizione

Mills e Berlusconi

MILANO – L’ex premier Silvio Berlusconi, imputato per corruzione in atti giudiziari, dopo un dibattimento durato cinque anni e noto a tutti come ‘caso Mills’ dal nome dell’avvocato inglese coinvolto nella vicenda, è stato prosciolto per prescrizione. Questa la decisione dei giudici della 10a sezione penale del Tribunale di Milano – decisione che pone termine al processo -  i quali non hanno ravvisato le condizioni per assolvere l’imputato con formula piena  e favorevole, ma neppure hanno ritenuto di poter accogliere le richieste del pubblico ministero pari a cinque anni di reclusione.

La decisione ha in fondo lasciato insoddisfatte entrambe le parti, anche se lo sconcerto maggiore è stato quello del pm Fabio De Pasquale, espresso ai giornalisti fuori dall’aula, dopo la lettura del verdetto, con poche e lapidarie parole: «Inutile commentare…».

Anche i legali che hanno curato la difesa di Berlusconi – non presente in aula neppure per la sentenza – hanno rilasciato alcune dichiarazioni. L’avvocato Piero Longo ha prospettato la possibilità (concreta) di impugnare la sentenza, aggiungendo con verve polemica a livello squisitamente politico: «Una prescrizione a Milano per il presidente Berlusconi è un successo, perché gli avversari politici diranno che è uno scandalo». Pare confermare la tesi del ricorso anche quanto detto da Niccolò Ghedini: «Abbiamo l’auspicio di avere un’assoluzione piena, perché crediamo che il presidente Berlusconi se la meriti».

L’avvocato più vicino al Cavaliere, nonchè deputato nelle fila del suo partito, ha risposto anche alle domande sul perchè l’imputato non fosse in tribunale: «Ritenevamo inutile la sua presenza per tutta una serie di ragioni sempre sostenute durante il processo. Sono stati respinti i testimoni che avevamo chiesto di ascoltare, privandoci così di ogni possibilità di contrastare le accuse».

Vari i commenti dalle parti politiche, prevedibili a seconda dello schieramento. Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri parlano entrambi di innocenza del leader Pdl, come Angelino Alfano ( «E’ finita la folle corsa del pm e il tentativo di taroccare il calcolo della prescrizione pur di ottenere una condanna, solo morale, di Berlusconi). Antonio di Pietro ha invece detto: «Ancora una volta è stato salvato dalle sue responsabilità». Più pragmatica l’osservazione di Rosy Bindi che ha ricordato come la prescrizione non sia affatto sinonimo di assoluzione. «Ingiustizia è fatta»: questo il pensiero di Nichi Vendola.

Laura Dabbene

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