Caso Melandri: scandalo formato MAXXI per la nomina a presidente

Il Maxxi a Roma

ROMA- Protagonista delle pagine dei maggiori quotidiani italiani di questi giorni è Giovanna Melandri, deputato del PD ed ex ministro dei Beni culturali, nominata presidente, in dicastero con il ministro Lorenzo Ornaghi, della Fondazione delle arti del XXI secolo di Roma, ovvero il Maxxi.

A questa notizia sono seguite molte smentite, polemiche, un polverone che ancora ha ripercussioni e accende gli animi. Ma come hanno risposto le parti politiche alla decisone del ministro Ornaghi? Severa è stata la reazione di Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato: «Si cancelli questo errore per evitare ulteriori polemiche-annuncia, inoltre, che -si preparano mozioni su queste tematiche e addirittura c’è chi ha annunciato esposti alla magistratura». Achille Totaro ed Enzo Fasano hanno poi rincarato la dose: «Il ministro Ornaghi merita il licenziamento. La lottizzazione rossa con la Melandri è vergognosa. Dimostreremo che si tratta di un caso da parentopoli. Ci sono legami con l’apparato del ministro. Ai Beni culturali – hanno concluso – c’è qualche cugino di troppo».

Stupito Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: «Quello che ha fatto il ministro Ornaghi ha dell’incredibile. Ho la massima stima per l’onorevole Melandri, ma proprio per questo e per il riconoscimento della sua caratterizzazione politica molto marcata, certamente, reputo la nomina fatta da Ornaghi un autentico fuor d’opera». Ancora più pungente il senatore Stefano De Lillo: «E adesso aspettiamoci che il ministro Ornaghi proponga Massimo D’Alema per il Teatro alla Scala. Infatti con la nomina della Melandri alla presidenza del Maxxi il governo sembra volersi specializzare nel trovare poltrone agli eccellenti rottamati del Pd. Siamo dinanzi ad una decisione molto grave, che nulla ha a che vedere con la cultura ma è soltanto bulimia di potere». Contrario alla nomina per l’Udc Gian Luca Galletti, presidente dei deputati: «Fermo restando il rapporto di stima nei confronti dell’onorevole Giovanna Melandri, riteniamo del tutto inopportuna la scelta del ministro Lorenzo Ornaghi di nominare la collega alla presidenza del Maxxi di Roma».

Duro anche  il commento di Nichi Vendola: «Nulla di personale contro la Melandri, che io stimo molto, ma l’ex ministro è attualmente parlamentare. Quindi stilisticamente mi pare una cosa complicata da digerire. Non è un bel gesto da parte del governo». Nel Pd, partito della Melandri, le polemiche non sono state da meno; Luigi Zanda e Vannino Chiti hanno sottolineato le competenze dell’ex ministro, ma Matteo Orfini ha comunque chiarito: «Le scelte del ministro sono state prese in totale autonomia e il Partito democratico le ha apprese a cose fatte».

Il ministro Ornaghi ha negli ultimi giorni sempore difeso la sua preferenza asserendo con convinzione: «Ho scelto come nuovo presidente del Maxxi il Ministro per i beni culturali che ha avuto il merito di avviarne il progetto ed intuirne le potenzialità. Ritengo che attingere alle competenze acquisite e consolidate sia il modo migliore per guardare al futuro. Giovanna Melandri, in modo particolare, possiede anche una conoscenza di quei meccanismi internazionali, che sono essenziali per il rilancio di questa straordinaria istituzione culturale». L’architetto del museo Maxxi Zaha Hadid ha dichiarato di essere felice della nomina e ritiene che l’ex ministro: «Contribuirà attivamente al successo del Maxxi con entusiasmo, impegno e competenza».

Giovanna Melandri in conferenza stampa dopo la nomina a presidente della Fondazione Maxxi

Giovanna Melandri, a sua discolpa, come noto si è dimessa da parlamentare con una telefonata a Gianfranco Fini, poi piena di entusiasmo e buoni propositi ha affermato: «Il Maxxi è una Ferrari con il freno a mano tirato: ha cominciato a correre, mi piacerebbe dire “ci rivediamo al milione di visitatori”: lavorerò con energia e passione per il suo rilancio». Per quanto riguarda la sua nomina, a dispetto delle polemiche, ha ribadito: «Ho risposto a una chiamata delle istituzioni che accolgo in totale e assoluto spirito di servizio. Non mi sembrava giusto rendermi indisponibile a una chiamata istituzionale: questo Paese mi ha dato tanto, sono stata anche ministro dei Beni culturali e penso che chi serve le istituzioni lealmente possa anche restituire qualcosa ed è con questo spirito di servizio e disponibilità che ho accolto la proposta di Ornaghi».

Nonostante i buoni propositi della Melandri il Pdl ha chiesto una mozione parlamentare per la revoca della sua nomina. Nelle motivazioni dell’interrogazione si domanda al titolare del Mibac e al governo tecnico di «attivare procedure di selezione aperte, pubbliche, trasparenti al fine di individuare un Presidente dotato delle necessarie competenze tecniche manageriali».

Polemiche, lotte intestine e insulti a parte, il Maxxi, nato, ironia della sorte, anche grazie al contributo della Melandri, come finestra e teatro del nuovo millennio, dovrebbe rimanere un’istituzione libera con il solo scopo di diffondere cultura e arte. Evitare ogni sorta di meccanismo o gioco politico dovrebbe essere essenziale per focalizzare meglio l’obiettivo di crescere e confrontarsi con orizzonti internazionali, ospitando insieme alle mostre, eventi, nuovi progetti, in modo da poter essere all’altezza di altri competitor anche oltre oceano.

Mariateresa Scionti

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