Casaleggio. Ecco chi c’è dietro al “fabbro guaritore” Grillo

Beppe Grillo

Beppe Grillo

Roma - Un commento sulla pagina Facebook di Beppe Grillo recita «game over» non lasciando spazio a minimizzazioni dell’accaduto. Dalla trasmissione Piazza Pulita condotta da Corrado Formigli su La7 è stata lanciata una mina in grado di scuotere violentemente il Movimento 5 stelle, il suo leader e tutti i suoi adepti.

L’evento in questione fa riferimento al fuorionda di un’intervista rilasciata da Giovanni Favia, consigliere regionale dell’Emilia Romagna eletto tra le file del partito grillino. Favia avrebbe rivelato una gestione del movimento totalmente accentrata nelle mani di un uomo diverso da Beppe Grillo ma in grado di guidarne efficacemente ogni singola azione. Trattasi di Gian Roberto Casaleggio, uno dei fondatori della Casaleggio Associati, ovvero di una società che si occupa di gestire le strategie di web marketing dei propri clienti.  Dunque, dietro ai post e alle battaglie di Grillo si celerebbe una mente esperta nell’arte della promozione dei prodotti o, in questo caso, di un partito politico. A detta di Favia, il comico genovese senza la direzione di Casaleggio non sarebbe mai stato in grado di rendere effettivamente determinante sul piano politico un movimento nato come protesta disorganizzata e meramente populista. Sempre secondo il consigliere emiliano, Casaleggio detterebbe in maniera dittatoriale le regole del MoVimento 5 stelle finendo per epurare i dissidenti ed infilare propri raccomandati. Ciò è stato confermato anche da Sonia Alfano, europarlamentare dell’Italia dei Valori, scomunicata dal Movimento dopo aver negato la gestione del proprio blog alla Casaleggio Associati. Altro che democrazia diretta.

Riprendendo una metafora già usata in precedenza, se i medici non sanno più curare e tutti i pazienti vanno a farsi visitare da un fabbro, è forse il caso di verificare come curi tale “fabbro guaritore”. Stando alle ultime rivelazione sembrerebbe che dietro al miracoloso artigiano si celi uno “psicologo delle folle” in grado di convincere tutti i cittadini di essere guariti. Una sorta di effetto placebo benefico, forse, nell’immediato ma pericolosissimo nel lungo periodo.
Grillo e Casaleggio negheranno, come hanno in parte già fatto, la veridicità delle dichiarazioni attaccando Favia, La7, i partiti, le tv, il Papa e il Gabibbo. Tuttavia c’è un punto di contatto molto evidente tra quanto trapelato da Piazza Pulita ed i comportamenti effettivi dei grillini. Ai militanti del Movimento è infatti proibito prender parte a talk show televisivi o di rilasciare interviste a giornalisti di radio o tv. Ciò verrebbe giustificato come sintomo di ribellione alla corruzione e all’imparzialità che, a detta di Grillo, caratterizzerebbe tutti i media classici. La ragione di fondo, tuttavia, potrebbe essere la seguente: è sconveniente utilizzare la tv quando si ha la possibilità di sfruttare un mezzo che prevede l’assenza di contradditorio come il Web. Se poi l’uso del web è gestito da chi di mestiere si occupa marketing in rete, è chiaro che la rinuncia alla televisione risulterebbe

Gian Roberto Casaleggio
Gian Roberto Casaleggio

opportunistica e non ideologica come Grillo la vorrebbe mascherare. Lo scoop di Piazza Pulita potrebbe realmente costituire un fortissimo freno per l’ascesa del comico genovese e, a testimonianza di ciò, qualche militante sul Web ha già manifestato profonda delusione. L’unico modo per rispedire al mittente le accuse sarebbe quello di spiegare in tv (la quale in Italia resta il primo mezzo per capacità di fornire messaggi alla maggioranza dei cittadini) agli italiani ogni singolo punto del programma redatto da Grillo e Casaleggio. Spiegarlo di fronte a qualcuno competente in materia, in grado di approfondire le questioni ed agevolare la comprensione dei cittadini. Grillo non potrà farlo ma le personalità in grado di asserire a tale compito di certo non latitano. Parlare con i cittadini nelle piazze, come Grillo e i suoi meritoriamente fanno, è necessario ma non sufficiente per evidenziare la concretezza politica della creatura del comico genovese. Le risorse del Web sono importantissime per lo sviluppo della società e della politica ma raramente prima d’ora si era denotata la capacità di questo mezzo di effettuare un nocivo brainwashing. Il timore che quello di Grillo sia solo marketing non mai è stato così forte.

Matteo Scarano

Foto | www3.lastampa.it, politica24.it, giornalettismo.com

 

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