Carne equina, Coldiretti chiede i nomi dei prodotti

La carne di cavallo è da mesi al centro di uno scandalo a livello mondiale

Lo scandalo della carne di cavallo contenuta in numerosi prodotti alimentari ha coinvolto mezza Europa, e costretto numerose aziende a ritirare le proprie forniture dal commercio. In Italia, anche a causa di una maggiore consapevolezza e uso delle carni equine, la vicenda ha avuto eco minore, ma ha prodotto comunque effetti. Per questo, la Coldiretti ha chiesto che i Carabinieri facciano pubblici i nomi dei prodotti contaminati (ovvero con concentrazione di carne equina superiore all’1% sulla massa totale), che dovrebbero essere 93 su 454 analizzati dai Nas.

Per il presidente dell’associazione dei coltivatori, Sergio Marini, è una questione che riguarda il diritto dei consumatori a sapere cosa acquistano e portano sulle proprie tavole: «È necessario rendere pubblici i nomi dei 93 prodotti (sui 454 esaminati) risultati positivi per presenza di carne equina superiore all’ 1 per cento non dichiarata per fare davvero chiarezza su uno scandalo senza precedenti che ha truffato circa 30 milioni di consumatori che acquistano piatti pronti, danneggiato le ditte che si sono comportate correttamente e distrutto il mercato della carne di cavallo in Italia».

Obbligo di etichettature standard, controlli sempre più frequenti ed eliminazione totale dal commercio dei prodotti incriminati. Per Marini, sono molteplici le strade da percorrere al fine di garantire che un evento del simile, definito senza mezzi termini «un inganno globale che ha coinvolto anche le più grandi multinazionali», non accada nuovamente. Aggiunge poi: «Una responsabilità che riguarda anche le Autorità pubbliche a livello nazionale e comunitario che  ora devono recuperare il tempo perduto con interventi strutturali».

Interventi che, per contro, in Italia dovrebbero essere presi con forza, visto che il nostro paese ospita l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, sulla cui contesa con la Finlandia per l’assegnazione, nel lontano 2004, ci fu un incidente istituzionale tra l’ex premier Silvio Berlusconi e l’ex presidente finlandese, Tarja Halonen.

Sebbene la carne di cavallo sia commestibile, molti dubbi sono sorti – particolarmente nel Regno Unito – sulla possibilità che gli esemplari macellati provenissero dal giro delle corse, e dunque abbiano subito trattamenti atti ad alterarne le prestazioni, magari con iniezioni di farmaci nel sangue, farmaci che potrebbero risultare tossici per l’uomo, come nel caso del fenilbutazone, un anti-infiammatorio molto potente, ma non utilizzato dalla medicina umana.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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