Capello e Cassano, finalmente la verità su quella rissa a Roma

Intervistato dal quotidiano spagnolo As, Fabio Capello ha ripercorso il periodo passato a Roma, facendo luce su un episodio che lo vide protagonista insieme ad Antonio Cassano

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Fabio Capello e Antonio Cassano ai tempi della Roma (foto: gazzetta.gr)

Alla fine la verità è emersa, confermando in parte una leggenda metropolitana che da oltre dieci anni serpeggia per le vie della Capitale: Fabio Capello e Antonio Cassano ai tempi della Roma arrivarono alle mani, in un episodio che, come ammesso dallo stesso allenatore, per poco non sfociò in una vera e propria rissa. Lo riporta l’agenzia di stampa Adknoros, che, citando un’intervista rilasciata dall’allenatore di Pieris al quotidiano spagnolo As, ha ripercorso il difficile rapporto tra l’ex ct della Russia e l’attuale fantasista della Sampdoria.

UNA QUESTIONE DI RISPETTO – «Con Cassano arrivammo alle mani – ha dichiarato Capello – Ma non a Madrid, ai tempi della Roma». Una lite nata probabilmente da divergenze caratteriali, tra l’estremo rigore che caratterizza il tecnico e il difficile rapporto con le regole che da sempre caratterizza Fantantonio da Bari. «Io rispetto i giocatori e pretendo da loro rispetto – ha proseguito il tecnico – questo è essere seri, non duri. Ora Cassano capisce il rispetto che deve avere nei confronti della gente».

GALEOTTA FU L’IMITAZIONE A MADRID – Un rapporto che, anche prima di queste rivelazioni, era conosciuto per quella forte carica di amore e odio che l’allenatore provava nei confronti del giocatore. La stima di Capello per il Cassano giocatore d’altronde era cosa nota: fu lui a metterlo in cima alla lista degli acquisti ai tempi della Roma, proponendo nuovamente il suo nome, cinque anni dopo, ai dirigenti del Real Madrid. Ma d’altro canto è altrettantio conosciuta l’insofferenza dell’allenatore per i modi del talento barese, con il quale anche in Spagna fu protagonista di diversi scontri, per quanto ne sappiamo solo verbali. In particolare, rimarrà nella storia l’imitazione che Cassano fece di Capello nel dicembre 2006, a pochi minuti da una partita di Liga, “accusandolo” di far giocare sempre gli stessi giocatori. Anni dopo l’allenatore dirà di essersi divertito molto a vedere quell’esibizione in tv. Già, anche se la storia dice che da quel giorno Cassano rimase per qualche tempo fuori dal giro dei convocati, ufficialmente per motivi muscolari. Guardiamo il lato positivo però, di certo almeno quella volta non volarono schiaffi.


Carlo Perigli

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