Caos Roma, Totti insultato dai tifosi: ‘Potrei andarmene’, poi ritratta

La mancata vittoria di lunedì contro la Juventus pesa come un macigno sull’umore dello spogliatoio romanista. Una prestazione gagliarda quella degli uomini di Luis Enrique, che nonostante le molteplici assenze hanno tenuto il campo più con il cuore che con le gambe ed avrebbero meritato i tre punti.

Totti insultato dai tifosi dopo l’errore contro la Juventus

I sogni di gloria si sono infranti però contro i guantoni di Buffon, lesto a ribattere un calcio di rigore non perfetto del capitano giallorosso Francesco Totti.

Ora, però, da qui a sfogare su di lui la propria frustrazione ce ne passa un bel po’, soprattutto considerando quello che il pupone ha fatto in maglia giallorossa in 20 anni di carriera e anche la prestazione eccelsa di lunedì sera. Qualche tifoso, invece, ha pensato ugualmente di maltrattare il proprio capitano, al quale la cosa non è andata giù.

A margine della festa di Natale dalla Roma, infatti, Francesco Totti si è sfogato ai microfoni di Sky Sport 24: «Se il problema della Roma sono io, ci penseremo. Non per la società o per il mister o i compagni. Mi dispiace sentire alcune dichiarazioni dei tifosi romanisti nei miei confronti».

Incalzato dai giornalisti, Totti scende nei particolari: «Se mi hanno insultato per strada? Sì. C’è la possibilità che siano stati tifosi della Lazio? No». Un’amarezza che Totti deve aver però digerito in fretta, visto che poche ore dopo si è affrettato a rettificare, dicendo di essere stato “male interpretato”. «Rimango alla Roma per sempre».

Purtroppo per Francesco Totti il tiro dagli undici metri ha significato tante gioie, ma altrettanti dolori in carriera. Giocatore di livello eccelso, bandiera della Roma, uomo e personaggio di grande cuore e simpatia, ma enormemente altalenante dal dischetto. Ancora tutti abbiamo negli occhi il suo “cucchiaio” a Van der Sar all’Europeo del 2000 e il missile terra-aria contro l’Australia che ci spianò la strada ai quarti a Germania 2006, ma soprattutto in maglia giallorossa, per quanto a Roma sia quasi sempre toccata a lui la responsabilità di andare a calciare i rigori, Totti ha spesso dimostrato di non essere un rigorista “vero”, di quelli che guardano il portiere fino all’ultimo momento e poi piazzano la palla dal lato opposto.

La conclusione preferita dal capitano giallorosso, infatti, è quella che abbiamo visto lunedì scorso: testa bassa sul pallone e tiro ad incrociare. Una soluzione spesso efficace, se la palla finisce nell’angolo o va dal basso verso l’alto. Ma tremendamente rischiosa se la mira non è ottimale, data la facilità di lettura del movimento del corpo. Difficile poi dimenticare anche il clamoroso errore contro il Lecce nel 2004, quando il tentativo di cucchiaio si spense placidamente tra le braccia di Sicignano. Alla calcisticamente veneranda età di 35 anni è forse giunta l’ora che il capitano più famoso d’Italia inizi a guardare negli occhi il portiere, per non lasciare ombre lunghe undici metri sulla sua straordinaria carriera. Non è (solo) da questi particolari che si giudica un giocatore.

Francesco Guarino

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