Cannes 2014: l’incomunicabilità di Godard e la guerra di Hazanavicius

Continua il viaggio al Festival di Cannes 2014, dove maestri come Hezanavicius, Godard e Téchiné si contendono l'attenzione della critica in un solo giorno

È ben noto a tutti che a Cannes si parli francese. Eppure mai quanto oggi il Festival di Cannes 2014 ha parlato francese, per via sia dei registi, e di conseguenza delle opere, che hanno preso parte al concorso sia di quelle che non vi hanno preso parte, ma sono state comunque proiettate e ammirate dalla critica.

IL RITORNO DEL MAESTRO – Dopo anni di assenza, torna in concorso una pellicola di Jean Luc Godard, maestro della nouvelle vogue cinematografica. Ad 84 torna dietro la cinepresa e dirige Adieu au langage. Come afferma già il titolo, è una pellicola sull’incomunicabilità in molti aspetti, da quella di coppia a quella tra il mondo e l’uomo. Presentato in 3D, della durata di 70 minuti, il film non ha visto, come da previsione, la presenza dell’autore-regista, che da anni si contraddistingue per la ritrosia e la diffidenza che ha nei confronti della critica.

Jean Luc Godard (ilfattoquotidiano.it)

Jean Luc Godard (ilfattoquotidiano.it)

LA “RICERCA” DI HAZANAVICIUS –  Altro grande francese in concorso è il premio Oscar Michel Hazanavicius. Dopo tre anni dal pluripremiato The Artist, il regista torna con The Search, remake di un film della fine degli anni ’40. Film ambientato nel 1999, durante la seconda guerra cecena quando i russi ribaltarono le sorti del conflitto, narra di quattro storie, quattro vite destinate ad incrociarsi: dal giovane arruolato nell’esercito ad una responsabile di una missione per conto dell’UE. Tanto acclamato quanto fischiato in platea, il film vede nel cast la presenza di due grandi attrici come Annette Bening e Berenice Bejo, moglie del regista.

L’ “UOMO” DI ANDRÈ TÈCHINÈ – Ultimo grande francese che si presenta al Festival, seppur fuori concorso, è André Téchiné con il suo L’homme que l’on aimait trop. Ispirata al libro di memorie scritta dal figlio di Agnes Le Roux, ricca ereditiera, il film narra proprio della storia di questa giovane donna, trovata morta, e della lotta della madre di lei per incolpare l’ultimo amante di Agnes, un avvocato più vecchi di Agnes di 10 anni. Storia inedita per la cronaca italiana e risalente agli anni ’70 francesi, vede nel cast Adéle Haenel, nei panni di Agnes, Guillaume Canet e la grande Catherine Deneuve, che porta in scena la sua settima collaborazione con il regista francese.

Berenice Bejo in "The search" (indiewire.com)

Berenice Bejo in “The search” (indiewire.com)

ANDREW HULME, ISAO TAKAHATA E LOZNITSA – Cannes, però, non vede solo le idee francesi proiettate su pellicola, ma anche tutto il mondo. Per la rubrica Un Certain Regard, vediamo il nuovo thriller di Andrei Hulme Snow in Paradise, basato su una storia vera di droga e violenza nell’East End di Londra. Anche il maestro dell’animazione Isao Takahata mette in mostra il suo ultimo lavoro The tales of princess Kaguya, seppur già uscito in Giappone lo scorso 23 novembre. Tra i documentari, Sergeï Loznitsa ha girato Maïdan.Il film prende il nome della piazza principale di Kiev, capitale dell’Ucraina, ed è proprio da  lì che il regista ci mostra i fatti accaduti dal novembre scorso fino alla caduta del presidente Ianoukovitch. Una realtà che non va dimenticata e che è degna di essere rivista dagli occhi anche dei più eminenti critici del cinema.

(Foto: indiewire.com / ilfattoquotidiano.it)

Francesco Fario

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