CampioMatto, pagelle semiserie della 4a giornata di serie A: san Siro, erba di casa altrui

San Siro: più verde, più perde (vavel.com)

Il prato di san Siro – Voto 12/12. Quattro partite casalinghe (due per il Milan, due per l’Inter), quattro vittorie degli ospiti (Sampdoria, Atalanta, Roma, Siena).  Che brutto il vecchio san Siro a chiazze, con l’erba che diventava fanghiglia dopo un paio di mesi e il pallone che saltellava come una palla pazza. Che bello invece il nuovo prato con innesti a punture di erba sintetica, con la sfera che rimbalza regolarmente ed altrettanto regolarmente finisce nelle reti delle milanesi. Gli ospiti ringraziano. L’erba del vicino non è più verde. Il problema è che adesso, su quella di casa, si perde. ERBA DI CASA ALTRUI.

Fabio Quagliarella, attaccante Juventus – Voto 3×3=9. Poco più di una partita intera e tre gol, per ricordarsi di essere uomo da  nazionale e non solo. La curva della Juve che canta “Ho visto Quagliarella e innamorato son’…” fa gridare i partenopei alla lesa maestà, ma il problema dalle parti di Mazzarri sarà un altro. Quando il Napoli metterà piede allo Juventus Stadium tra un mesetto, e in casacca bianconera, al centro dell’attacco potrebbe esserci un campione ripudiato e miracolosamente rinato. ARABA FENICE.

La rissa tra Abatantuono e Luca Giurato a “Quelli che… il calcio” – Voto 8. Uno scontro verbale tra un attore ed un conduttore, figlio di una recensione negativa di Giurato ad un film di Abatantuono di tre anni fa. Giusto per far capire che sulla Rai non si parla di calcio neanche se ce l’hai nel nome del programma. SALVATE IL SOLDATO CABELLO.

Dario Vergassola, centrocampista e capitano Siena – Voto 7. Hai preso una scoppola in casa dal Siena, esci dal campo tra i fischi e credi che non ci sia nulla di peggio. Poi, dal nulla, sbucano i commenti del dopo-partita. «Un consiglio all’Inter: nel calcio moderno bisogna difendere in undici». Simone Vergassola in Capitan Ovvio e il coltello dalla parte del manico. INTER-FERENTE.

Vito Mannone, portiere Arsenal – Voto 6. Sarebbe stato di gran lunga il migliore dei suoi, se su un calcio d’angolo di Silva non avesse deciso di uscire dai pali brandendo un retino per le farfalle e regalando a Lescott l’1-0. Si riscatta da campione già un minuto dopo e poi blindando la porta nella ripresa. Che ci fa nella rubrica se non gioca in serie A? Dovrebbe giocarci, ecco. E poi la rubrica è la mia, ahò. MAN(N)ONE  SICURE.

Lazio – Voto 5. Il Napoli pareggia in malo modo a Catania, i biancoazzurri nel posticipo hanno tutta la tranquillità mentale di giocare a risultato acquisito e possono candidarsi al posto di anti-Juve e cosa fanno? Si lasciano infinocchiare da un ex-juventino. L’aquila vorrebbe volare alto, ma sul più bello finisce sempre per stramazzare al suolo. RAPACI PART-TIME.

Serse Cosmi (asia.eurosport.com)

Serse Cosmi, allenatore Siena – Voto 4 (è intelligente e si applica. Forse troppo). «Vincere qui ti dà un emozione unica (assolutamente, ndr). Siamo venuti cercando di fare la nostra partita, ma rispettando l’Inter (ineccepibile, ma non ci calcare troppo la mano ndr2). Sono stato il primo allenatore a vincere con il Perugia qui a san Siro e oggi sono il primo ad aver portato il Siena a battere l’Inter nella propria storia (adesso te la stai tirando, ndr3)». Conclusione: «Sono curioso di vedere quanti vinceranno qui a san Siro». Si prega di rileggere il primo voto della pagella, prima di procedere ad ulteriori facili esaltazioni. Siete i quarti quest’anno, e non sarete gli utlimi. Fly down, Serse. COSMICO.

Alvarez, difensore Catania – Voto -2 (elevato alla quinta). Due minuti per fare quattro cavolate: pasticciare col pallone, regalarlo a Cavani, stenderlo e beccarsi il cartellino rosso. Almeno il voto per il fantacalcio vale. Due, ovviamente. TWO IS MEGL CHE ONE.

La premiata ditta Berlusconi&Galliani, presidente e dirigente sportivo del Milan – Voto 1. Perché le squadre non si costruiscono in un giorno, quello prima della chiusura della campagna acquisti. Eppure gente che espone la bacheca del “club più titolato del mondo” dovrebbe saperlo. Ma se uno continua a giocare al piccolo parlamentare e l’altro si è specializzato nelle false dichiarazioni di circostanza (“La campagna acquisti è chiusa” prima di comprare tre giocatori, “Allegri ha la nostra fiducia incondizionata” mentre è già iniziato il countdown per l’esonero), allora hanno fatto bene i tifosi rossoneri che hanno optato per il rimborso dell’abbonamento, dopo aver visto Thiago Silva e Ibra sui manifesti fino ad agosto. Quelli che continuano ad andare a san Siro, invece, possono sempre spacciarsi per amanti dei film horror. Senza lieto fine. Urge cura immediata: il malato non è terminale, ma le funzioni vitali iniziano ad abbandonarlo. ECCì MILAN.

Massimo Cellino, presidente Cagliari – Voto 0-3 a tavolino. Ok, non deve mandare lui i muratori al Sant’Elia. Ok, Trieste non è proprio il massimo della comodità come alternativa (ma è stato lo stesso Cagliari a segnalarla alla Lega come sede ulteriore per avere l’agibilità). Ok, è la solita storia all’italiana. Ma che bisogno c’era di invitare ugualmente i tifosi ad andare allo stadio, dopo un’ordinanza della Prefettura che aveva disposto di tenere le porte chiuse all’Is Arenas di Quartu Sant’Elena? Inevitabile 0-3 a tavolino, inutili strascichi polemici e 90 minuti in meno sul campo per una serie A che di tutto ha bisogno quest’anno, tranne che di passare ancora per le aule dei giudici sportivi. ISOLANO ISOLATO.

Francesco Guarino

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Una risposta a CampioMatto, pagelle semiserie della 4a giornata di serie A: san Siro, erba di casa altrui

  1. avatar
    Fabio 24/09/2012 a 20:11

    Ma Serse non poteva mandare Maurizio Crozza travestito in conferenza stampa post partita? Almeno poteva prendersela con Liveraaaaniii!!

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