Calorie sul menù, un aiuto per la linea e la salute

Sono ormai più di due anni che i ristoranti newyorkesi appartenenti a catene con oltre 15 esercizi devono obbligatoriamente indicare sul menù anche l’apporto calorico dei piatti proposti alla clientela, pena pesanti multe. Lo scopo è quello di ridurre il numero delle persone affette da diabete e obesità, piaga dilagante nella società americana, e lo strumento utilizzato è quello dell’ informazione, per portare il consumatore ad una scelta consapevole, correndo forse il rischio di fare però ingoiare un boccone un po’ più amaro. Nelle società occidentali l’obesità è maggiormente diffusa tra le classi sociali meno abbienti, che per motivi economici hanno meno possibilità di scelta sul luogo dove andare a mangiare, e infatti le più colpite sono state proprio le catene di ristoranti come i fast food che offrono pasti a prezzi modici alla portata di tutte le tasche. L’idea è nata da alcuni  ricercatori dell’Università americana di Standford che, con la collaborazione di due grosse catene di ristoranti, hanno studiato il comportamento alimentare di due gruppi di persone, uno informato in merito all’apporto calorico dei piatti proposti e l’altro no. E’ risultato che i consumatori correttamente informati hanno ridotto il numero di calorie ingerite mentre i ristoranti con il menù trasparente non hanno perso né guadagni né clientela.  Di conseguenza, consumiamo meno calorie se sono indicate sul menù.

Anche l’Italia sta provando a fare il medesimo esperimento, anche se da noi non esiste, almeno per il momento, alcuna obbligatorietà in merito. Per prima è partita la città di Milano dove alcuni ristoranti propongono menù salutistici con l’indicazione delle calorie dei piatti, gli ingredienti e la cottura degli alimenti, nonché menù ad hoc per diabetici e celiaci. Iniziativa facente parte del progetto Lezioni d’Europa in materia di salute e sicurezza alimentare in collaborazione col Comune di Milano  e l’Unione del commercio. Una iniziativa sicuramente pregevole dal momento che sono ormai numerosi i consumatori, anche in Italia, che chiedono maggiore informazione e trasparenza su ciò che viene consumato fuori casa. Un recente sondaggio dell’ISPO, Istituto per gli studi sulla pubblica opinione, ha infatti mostrato come anche nel Bel Paese ci sia molta confusione in materia di calorie e di corretta alimentazione. Pochi sanno qual è il fabbisogno calorico giornaliero e quanti grassi, proteine e carboidrati bisogna consumare ogni giorno. E anche se è opinione diffusa che un hamburger o un cheeseburger ingrassino più di una insalatona, pochi sanno che per essere ipocalorica l’insalata deve essere correttamente condita. Per fortuna la tradizione culinaria italiana è ricca di piatti con verdure, la frutta nelle case gli italiani non manca mai così come un buon piatto di semplice pasta al pomodoro. E forse sono proprio queste tradizioni culinarie e i pasti consumati a casa a salvarci la linea.  Infatti i consumatori da tempo stanno chiedendo maggiore informazione proprio sui pasti consumati fuori casa, durante la pausa pranzo, per evitare che i panini, le insalatone, i piatti consumati in mensa, al bar o alla tavola calda, vanifichino i sacrifici di una dieta o facciano venire le maniglie dell’amore. Oltre all’apporto calorico c’è chi vorrebbe venisse indicata la tabella nutrizionale completa come avviene per gli alimenti confezionati. La cosa più importante è che ai consumatori, così come a chiunque la richieda, venga fornita una corretta informazione, perché solo la conoscenza può portare ad una scelta consapevole. Forse siamo ben lontani da ciò, e purtroppo non solo in campo alimentare, ma chi tiene alla propria linea, e alla lunga alla propria salute, dato che dei continui errori alimentari di oggi ci verrà presentato il conto domani, è giusto che avanzi le proprie richieste. E gli esercenti in grado di accoglierle non potranno che esserne premiati.

Claudia Vallini

http://www.sxc.hu/browse.phtml?f=download&id=1110996

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Una risposta a Calorie sul menù, un aiuto per la linea e la salute

  1. avatar
    Morena 28/02/2011 a 15:16

    La pausa pranzo è un dramma, in genere si mangia di corsa e si mangia male! Pensate che qui a Firenze spesso si finisce a pranzare nei supermercati, dove oramai vengono allestiti dei banconi per la clientela! Lo leggevo stamani su un articolo intitolato “la nuova frontiera del fastfood”. Dove si andrà a finire?
    Ecco il pezzo: http://www.golagioconda.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2197:la-nuova-frontiera-del-fastfood&catid=96:secondo-noi&Itemid=343

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