In calo i morti sul lavoro

(soniaalfano.it)

In occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro sono stati rivelati dei dati importanti. Sono state 790 le cosiddette morti bianche nel 2012, e 744.916 gli incidenti denunciati all’Inail. Nel 2010 furono 980 le morti sul lavoro e 775.000 gli incidenti. Nel 2011 invece furono 920 le dipartite e 725mila gli infortuni denunciati.

I decessi sul posto di lavoro sono quindi diminuiti. Ma si è certi che sia un dato totalmente positivo? Secondo l’associazione di categoria no: «Occorre tenere in debita considerazione anche gli effetti, non poco determinanti, dell’attuale crisi economica. Infatti ad influenzare la riduzione del fenomeno – oltre naturalmente al miglioramento delle condizioni degli ambienti lavorativi particolarmente incisivo in questi ultimi anni – ha certamente contribuito in misura significativa la continua emorragia di posti di lavoro e la sensibile flessione delle ore lavorate che hanno determinato una sostanziale riduzione dei tempi di esposizione al rischio infortunistico».

Sono inoltre diminuiti gli infortuni ai lavoratori stranieri operanti in Italia: nel 2012 sono stati circa 111.000, in calo di ben il 18,2% rispetto ai 136.000 infortuni del 2011 e del 25,8% rispetto ai 150.000 casi del 2008. Sono diminuite anche le morti: 112 nel 2012 con un calo del 22,2% rispetto al 2011, che aveva segnato 144 decessi e di oltre il 40% rispetto al 2008 quando si contarono 188 stranieri morti sul lavoro.

I settori maggiormente colpiti dalla crisi economica quelli che hanno fatto registrare le diminuzioni più consistenti. Cioè le attività manifatturiere le quali hanno avuto un calo infortunistico del 16,4% e, ancor più, il settore delle costruzioni dove gli incidenti sono scesi del 21,3% e i casi mortali di ben il 22,8% (dai 158 casi del 2011 ai 122 del 2012).

Ieri anche il Presidente della Repubblica ha detto la sua sulla tematica: «L’andamento decrescente del drammatico fenomeno degli infortuni sul lavoro, soprattutto in termini di perdita di vite umane, non deve far abbassare la guardia su quella che continua a rappresentare una drammatica piaga sociale».

Giacomo Cangi

foto: padovaoggi.it; sonialafano.it

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