Calcio, svolta storica: Blatter dice sì alla moviola in campo

Rivoluzione nel mondo del calcio, il presidente della Fifa Joseph Blatter dà il via libera alla moviola in campo

moviola

Joseph Blatter

Partono oggi con Brasile – Cile e Colombia – Uruguay gli ottavi di finale dei Mondiali in Brasile. Ma nell’attesa dello spettacolo delle partite a eliminazione diretta, la notizia del giorno è il via libera da parte del presidente della Fifa Joseph Blatter all’utilizzo della moviola in campo.

RIVOLUZIONE BLATTER? – Aspettando l’approvazione dell’Ifab, l’organo mondiale per le regole del gioco, Blatter si è detto felice dell’ottimo risultato che la tecnologia del gol-non gol sta dando ai Mondiali e pronto a introdurre la moviola in campo: «La moviola in campo servirà per dare più aiuto agli arbitri, più giustizia alle partite. Concederemo agli allenatori la possibilità della chiamata tecnica. Ce ne potranno essere, diciamo, due per tempo. La contestazione potrà avvenire a gioco fermo. Non sarà ovviamente possibile quando il pallone è in gioco. A partita ferma, prima che il pallone venga di nuovo messo in gioco, il tecnico può fare la sua contestazione. Ad esempio, chiedere di verificare se è rigore o no. Se è fallo o no. Se il fallo è stato fuori area o dentro. L’allenatore potrà chiedere all’arbitro la visione del monitor. Non sarà nulla della Fifa, ma del circuito televisivo, per controllare se la decisione va corretta o meno».

LA DECISIONE – Un pensiero che già dal 2010 il presidente della Fifa aveva in testa: «Nel Mondiale del 2010 vidi quel tiro di Lampard. Quella volta mi convinsi che avevamo bisogno della tecnologia e adesso abbiamo bisogno di fare un altro passo avanti».

SPRAY, CHE SVOLTA - Non nasconde poi l’orgoglio di aver introdotto l’innovazione dello spray per mantenere le distanze sulle punizioni sottolineando come anche questa idea non fosse stata considerata all’inizio con serietà : «Quando parlai dello spray per la distanza sulle punizioni, mi derisero: dicevano, che cos’è questa cosa? Ora tutti lo accettano. È un’ottima cosa. I giocatori la rispettano. Quando c’è un fallo, l’arbitro ottiene il rispetto della corretta distanza, mentre prima il pallone veniva sempre spostato».

Gian Piero Bruno

@GianFou

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