Calabria. Arrestato consigliere regionale

rappoccio

Antonio Rappoccio

Reggio Calabria – Rodato e cinico meccanismo di raccolta del consenso elettorale. Così la Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha definito le attività del consigliere regionale della Calabria, Antonio Rappoccio, del gruppo Insieme per la Calabria, in quota Pri, arrestato questa mattina per associazione a delinquere, corruzione elettorale aggravata, truffa e peculato. A darne conto l’agenzia Ansa.

Tra le varie imputazioni di accusa, anche la creazione di una società fantasma il cui scopo era fatturare voti. Il gruppo politico del quale Rappoccio fa parte era una costola composta da Pri e Udeur e non è inserito nella lista Scopelliti presidente.

Secondo l’accusa, Rappoccio si avvaleva di società strumentali che avvicinavano aspiranti giovani lavoratori, reclutando così voti in cambio di promesse di lavoro. Una delle sedicenti strutture era la Sud Energia, per cui si prometteva un posto di lavoro, attraverso l’invio di lettere a firma del presidente del Consiglio di amministrazione. Lettere fasulle che però avrebbero indotto in inganno un gran numero di elettori. Inoltre, il consigliere è accusato anche di truffa perché – spiega la Procura generale – con i soci avrebbe indotto circa 850 persone a iscriversi alla cooperativa Alicante, pagando 15 euro a iscrizione e sborsandone altri 20 per un concorso, ‹‹superando il quale – spiegava Rappoccio ai concorrenti – avrebbero avuto concrete possibilità di lavoro››. Il peculato riguarda la convocazione di tutti coloro che si dicevano disposti al voto in cambio di un impiego. Telefonate eseguite dagli apparecchi installati nella sede del gruppo di Pri, nel palazzo comunale di Reggio Calabria.

L’inchiesta è partita da alcune segnalazioni di Aurelio Chizzoniti, primo dei non eletti nella lista insieme per la Calabria ed è sfociata, già nel giugno scorso, con il rinvio a giudizio di altre 17 persone per corruzione elettorale semplice ma è dallo scorso luglio che l’indagine ha preso una vera forma. L’avvocato generale dello Stato Francesco Scuderi aveva disposto una serie di perquisizioni atte dalla Guardia di Finanza a carico di Rappoccio e altre 5 persone: Elisa Campolo, Luigi Mariani, Domenico Lamedica, Maria Antonia Catanzariti e Loredana Tolla.

L’accusa di associazione per delinquere nasce dalla certezza – affermano dalla Procura – che il consigliere avrebbe promosso e ideato un articolato meccanismo fraudolento che, in occasione delle elezioni regionali del 2010 che gli hanno dato modo di essere eletto. Poi, sempre in ragione della macchina crea voti, di provar a far entrare nel Consiglio comunale di Reggio, Elisa Campolo, lo scorso maggio 2011. Un tentativo falllito ma che, comunque, consentì alla Campolo di radunare un generoso numero di voti.

Chantal Cresta

 

Foto || ansa.it; corrieredellacalabria.it

 

 

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