Buddismo. Renzi sigla l’intesa con la Soka Gakkai

Per rispondere all'islamismo, Renzi riconosce il diritto all'attività religiosa dell'Istituto buddista Soka Gakkai

intesa soka gakkai italia renzi (palermomania.it)

Matteo Renzi e Tamotsu Nakajima (Palermomania.it)

Firenze – All’indomani delle stragi in tre diversi continenti da parte del terrorismo islamico, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha firmato a Firenze l’intesa Stato-Soka Gakkai, l’istituto buddista giapponese con sede italiana in Toscana.

Luogo dell’evento è stata, venerdì 27 giugno 2015, la Villa Bellagio dove trova spazio il Centro Culturale (kaikan) buddista. Qui Renzi, secondo quanto riporta Unionesarda.it, ha incontrato il direttore generale dell’Istituto Tamotsu Nakajima. I due hanno siglato la carta dei diritti e dei doveri dell’Istituto come faro religioso buddista, riconosciuto dalla Soka Gakkai Internazionale, in territorio italiano, accettando i nuovi obblighi sociali a cui adempiere e ottenendo di entrare tra gli organismi che beneficiano dell’8X1000.

BUDDISMO PER RISPONDERE AL TERRORE – Soka Gakkai Italia comprende circa 75 mila iscritti e fedeli che si rifanno alle regole di pace e di rispetto culturale al netto di qualsiasi interpretazione religiosa. La scelta di Matteo Renzi, dunque, dimostra l’intenzione di prendere le distanze dagli orrori in nome dell’Islam, riconoscendo nei fatti una fede che abiura ogni forma di violenza.

«Non accetteremo mai di vivere nel terrore», ha dichiarato il premier Renzi durante l’incontro ufficiale, «a chi ci vuol far vivere nel terrore noi rispondiamo non soltanto alzando le misure di sicurezza ma rafforzando l’idea di dialogo, di confronto e di cultura».

Di seguito, il testo dell’accordo sottoscritto tra Italia e Soka Gakkai (sgi-italia.org)

L’intesa, sottoscritta ai sensi dell’articolo 8 della Carta Costituzionale, rappresenta il pieno riconoscimento della fede professata in Italia da parte dello Stato Italiano. Il patto influenzerà la vita dei fedeli buddisti in ogni ambito della vita sociale, come l’assistenza spirituale, l’istruzione scolastica, la sepoltura, la detrazione fiscale, l’8×1000 ed i ministri di culto.

«Non accetteremo mai di vivere nel terrore». Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, parlando a Firenze all’istituto Buddista Italiano, a proposito degli attacchi terroristici di ieri nei tre continenti. «A chi ci vuol far vivere nel terrore – ha aggiunto Renzi – noi rispondiamo non soltanto alzando le misure di sicurezza ma rafforzando l’idea di dialogo, di confronto e di cultura»

L’Intesa viene stipulata ai sensi dell’articolo 8 della Carta Costituzionale e rappresenta il pieno riconoscimento dello Stato Italiano della fede Buddhista della Soka Gakkai.

Questo riconoscimento delinea tutti i diritti ad esprimere l’attività religiosa dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai individuando speciali prerogative. E’ ovvio che questo patto influenzerà la vita dei fedeli buddisti in ogni ambito dell’attività sociale. Ne sintetizziamo alcuni elementi essenziali.

 ASSISTENZA SPIRITUALE:

I Ministri di culto possono prestare assistenza spirituale per i fedeli buddhisti che si trovano in istituti di cura, nelle carceri o che prestino servizio militare, consentendo loro di poter avere accesso a questi luoghi qualora il credente ne faccia richiesta. Servizio totalmente a carico dell’Istituto.

 ISTRUZIONE SCOLASTICA:

Per quanto riguarda l’insegnamento religioso nella scuola pubblica viene ribadito il diritto a non frequentare l’insegnamento della religione. Utilizzando la legislazione vigente l’ Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, provvede invece a rispondere alle richieste provenienti dagli alunni e dalle loro famiglie in ordine alla conoscenza e allo studio della dottrina religiosa della Soka Gakkai . A questo servizio è a carico dell’Istituto.

Viene riconosciuto il diritto all’Istituto di istituire liberamente e a suo carico scuole di ogni ordine e grado e istituti di educazione.

 LA SEPOLTURA:

Possono essere previsti nei cimiteri aree riservate alla sepoltura dei fedeli dell’Istituto ai sensi della normativa vigente.

Le dichiarazioni rilasciate all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai con le quali i suoi membri esprimono la volontà di essere cremati sono valide per gli effetti previste dalle vigenti leggi.

 DETRAZIONE FISCALE:

I contributi volontari dei propri fedeli possono essere detratti fino all’importo di euro 1032,91. A decorrere dal periodo di imposte in corso alla data di entrata in vigore della legge di approvazione della presente intesa le persone fisiche possono dedurre dal proprio reddito complessivo, agli effetti dell’IRPEF i propri contributi economici volontari fino a 1032,91 euro.

 8×1000

L’ Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai concorrerà alla ripartizione della quota dell’8×1000 delle entrate IRPEF destindando tali somme aoltre che ai fini istituzionali, ad interventi sociali e umanitari in Italia e all’estero, nonché ad iniziative per la promozione della pace, del rispetto e difesa della vita in tutte le sue forme esistenti nonché per la difesa dell’ambiente. L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai è obbligato a trasmettere annualmente al Ministero dell’Interno un rendiconto della effettiva utilizzazione dell’8X1000.

 I MINISTRI DI CULTO

Sono per lo stato i responsabili dei riti e delle cerimonie religiose, curano l’assistenza spirituale dei fedeli. Essi non percepiscono nessun compenso per la loro attività che è gratuita e volontaria.

 BACKGROUND:

L’insegnamento e la pratica religiosa professati dalla Soka Gakkai derivano dall’antica e grande tradizione Mahayana, riscoperta e rielaborata nel XIII Secolo dal grande riformatore del Buddhismo giapponese Nichiren Daishonin. Peculiarmente, l’attuale modello organizzativo della scuola nasce negli anni venti con Tsunesaburo Makiguchi, un pedagogo e insegnante che aveva abbracciato il buddismo di Nichiren Daishonin.

Gli anni ’30 videro la nascita del nazionalismo militarista in Giappone che culminò con l’entrata nella seconda guerra mondiale. Il governo impose lo shintoismo di stato. Numerosi templi Buddhisti vi aderirono. Il rifiuto di Makiguchi e di Josei Toda (1900-58), suo discepolo più devoto, portò al loro arresto nel 1943. Makiguchi morì in prigione dopo circa un anno e mezzo, Toda ne uscì nel luglio del 1945.

Dopo la guerra, Josei Toda decise di ricostruire la Soka Gakkai, promuovendo un Buddhismo attivo e socialmente impegnato come mezzo di empowerment personale, attingendo alla speranza, alla fiducia, al coraggio e alla saggezza interiori di ogni essere umano. In poco tempo fu seguito da più di 700.000 famiglie giapponesi. Toda muore nel 1958 ed a succedergli fu il suo discepolo ed attuale leader spirituale Daisaku Ikeda. Sotto la sua guida la Soka Gakkai ha continuato a crescere raggiungendo in poco tempo i 12 milioni di fedeli e diventando uno dei maggiori movimenti buddhisti laici del mondo. Il Buddhismo della Soka Gakkai è attualmente professato in 192 paesi e territori del pianeta.

 La Dottrina: NAM MYO HO RENGE KYO

Tra i fondamenti della dottrina vi è il Sutra del Loto, uno degli insegnamenti del Buddha Shakyamuni che è anche base per numerose altre scuole della corrente Mahayana. Esso stesso rappresenta ancora oggi un inno alla meraviglia del cosmo e alla sacralità della vita di ogni essere vivente. L’ordine fondamentale dell’universo fornisce la base su cui una persona può costruire la sua vita seguendo il ritmo della legge universale di causa ed effetto. Il loto è il più appropriato dei simboli, poiché allo stesso tempo fiorisce e mostra la capsula con i semi, stando così a significare la simultaneità di causa ed effetto.

La pratica liturgica buddhista professata dai fedeli della Soka Gakkai si ispira proprio alla tradizione del Sutra del Loto così come fu codificata ed elaborata dal Buddha Nichiren (1222-1282), tramandata dal discepolo Nikko (1246-1333) e successivamente riformata da Nichikan (1665-1726). La preghiera è basata sulla recitazione costante dell’ invocazione Nam-Myoho-Renge-Kyo (« Dedico la mia vita alla Mistica Legge della Simultaneità di Causa ed effetto attraverso la voce») detta Daimoku e sulla pratica di Gongyo che viene effettuata al mattino ed alla sera. Si tratta della lettura in giapponese antico di alcuni capitoli del Sutra del Loto e precisamente la sezione in prosa del secondo (Hoben) e la sezione in versi del sedicesimo (Juryo) seguita dalla recitazione del Daimoku. Daimoku e Gongyo vengono recitati davanti al Gohonzon, l’oggetto di culto iscritto su carta di riso, davanti al quale quotidianamente contemplano la propria mente i fedeli della Soka Gakkai.

 L’attività religiosa:

L’attività religiosa comune si svolge due volte al mese in migliaia di gruppi disseminati in tutta Italia ed ospitati in case private. 17 sono i centri culturali aperti in tutta Italia per le attività che coinvolgono un numero più vasto di fedeli.

La missione del Buddhismo è promuovere lo sviluppo del più alto potenziale umano. Ecco perché le scritture buddiste ci stimolano a permettere alla nostra coscienza più profonda di motivarci ed agire per vivere una vita felice e piena di significato.

Chantal Cresta

Foto || palermomania.it; firenze.repubblica.it

 

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