Brasile: viceministro spara contro manifestanti

L'immagine choc del viceministro Pereira che rivolge la pistola contro la folla in protesta

L’immagine choc del viceministro Pereira che rivolge la pistola contro la folla in protesta

Salvador  - Un viceministro che spara contro dei legittimi manifestanti. Non è la scena di un film, ma quanto realmente accaduto a Salvador, la capitale dello stato di Bahia, in Brasile, dove il viceministro alla Sicurezza pubblica, Ari Pereira, ha sparato tre colpi di pistola contro degli aderenti al movimento Mst, che protestavano per l’assassinio del loro leader.

Pereira, insieme a un uomo – forse un suo collaboratore – che reggeva la parte inferiore di una sedia, a scopo di difesa, si è affacciato da uno dei balconi della struttura del ministero e, con in mano la sua automatica, ha sparato tre colpi verso terra, dove i protestanti si erano accalcati. I colpi non hanno raggiunto nessuno, ma il gesto rimane.

La notizia non è stata commentata da nessun esponente del governo, ma il ministro della Sicurezza, Mauricio Barbosa, ha ottenuto dai membri del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra di sospendere la protesta in cambio di un incontro dai crismi ufficiali.

Il MST è un movimento che sostiene gli sforzi politici per la riforma agraria: nato nel 1984 nel sud del Brasile, si promette di realizzare e «risolvere da solo il problema della riforma agraria», un atto questo che decine di milioni di brasiliani attendono, alla luce di dati inquietanti: l’1,6% dei proprietari terrieri, infatti, detiene oltre il 46% delle aree produttive, mentre un altro 51% di terreni registrati come “grandi proprietà” è improduttivo, non per caratteristiche del terreno ma per assenza di reale interesse alla coltivazione.

Il dato non deve stupire, se paragonato a quello europeo, dove il 3% dei proprietari controlla la metà dei terreni coltivabili. La stima, fatta dall’associazione internazionale Via Campesina, attraverso il coordinamento europeo (si tratta infatti di una struttura a livello mondiale), dimostra che i maggiori accaparramenti di terre avvengono nell’Europa dell’est, ma anche in Spagna, Germania, Francia e Italia, a dimostrazione della necessità di nuove politiche agrarie a livello mondiale.

Stefano Maria Meconi

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