Bossi: tagliamo anche gli stipendi dei magistrati

Consenso intorno alla linea Calderoli, rincara il ministro delle Riforme: «È giusto che i magistrati diano una mano»

di Nicola Gilardi

La linea del ministro Calderoli riscuote consensi nel mondo della politica. Dopo l’annuncio di voler tagliare il 5% degli stipendi dei parlamentari, infatti, molti uomini della maggioranza hanno accettato, ma anche rilanciato questa proposta, cercando l’appoggio anche dell’opposizione: «Bisogna dare il buon esempio, l’opposizione faccia la sua parte» ha commentato Capezzone. Sull’entità del taglio, però, c’è ancora qualche dubbio. Il ministro La Russa si è detto disposto al «taglio di una mensilità», mentre Gasparri e Rotondi hanno proposto di «devolverne tre». La politica, insomma, sembra essere sensibile ai sacrifici che dovranno essere fatti nei prossimi anni.

È dal ministro delle Riforme, Umberto Bossi, che arriva il commento più forte: «Se c’è da rinunciare, devono farlo tutti. E’ giusto che anche i magistrati diano la loro mano, perché il loro stipendio è legato a quello dei politici». Per il ministro, comunque, questo provvedimento non cambierà radicalmente le cose, mentre fondamentale rimane il discorso sul federalismo fiscale, che questa settimana arriverà in Consiglio dei ministri.

A citare, poi, altre voci di spesa da tagliare, ci ha pensato il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha detto: «Bisogna tagliare o bloccare la spesa di Regioni, Regioni speciali e delle Province, in attesa del loro superamento, previa però, per evitare di fare demagogia, riassegnazione delle loro funzioni».

La manovra del ministro Tremonti, insomma, sarà dura. I 24 miliardi che verranno risparmiati nei prossimi tre anni comporteranno ulteriori sacrifici per gli italiani. La sensazione, comunque, è quella che si voglia dare un contentino all’opinione pubblica facendo i soliti annunci populisti. A trovare attuazione dovrebbero essere soprattutto le grandi riforme socio-economiche che possano dare respiro all’economia e che possano far tornare la produzione italiana a crescere.

I parlamentari italiani hanno gli stipendi più alti di tutti in Europa e soltanto con dei provvedimenti concreti, e non una tantum, si può alleggerire il costo della politica, magari con l’abbassamento del numero dei parlamentari, tema più volte citato, ma sempre accantonato. L’abolizione delle province, poi, non è un elemento secondario. Dopo essere stata brandita per tutta la campagna elettorale, sia a destra che a sinistra, sembra essere stata messa da parte.

Certo è che l’immagine dei politici italiani, oggi, non è così limpida. I recenti scandali hanno generato malcontento fra i cittadini ed una perdita di consensi anche nei confronti del Governo Berlusconi. Che questi proclami siano solo uno specchietto per le allodole che possa riportare consenso nella politica? Ovviamente si spera di no, ma il momento di cambiare qualcosa nel nostro Paese è arrivato. Gli italiani hanno bisogno di fatti.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews