Boom di infezioni sessuali in Gran Bretagna

I più colpiti i giovani al di sotto dei 25 anni

di Giovanna Miceli

Allarme per i giovani inglesi. Il numero delle infezioni sessuali contratte dai ragazzi d’oltremanica, di età compresa tra i 15 e i 24 anni, è in preoccupante aumento e le più esposte sarebbere le ragazze, più vulnerabili da questo punto di vista.

La Health Protection Agency, organismo indipendente che si occupa della sorveglianza sanitaria in Gran Bretagna, ha reso noto i dati relativi alle malattie infettive a trasmissione sessuale dell’ultimo anno, registrando un vertiginoso aumento di 500 mila nuovi casi.

I sanitari però non escludono che i numeri reali potrebbero essere ancora più alti, in considerazione del fatto che non sempre i giovani ricorrono al medico per curare questi disturbi. Per quanto riguarda il tipo di infezione sessuale, la clamidia è il disturbo maggiormente diffuso, con un incremento del + 7% rispetto all’anno precedente. Fanno seguito in ordine la gonorrea, con un + 6% e l’Herpes genitale con + 5%.  In controtendenza, invece, i condilomi e la sifilide, che registrano una lieve diminuzione rispetto al passato.

Per quanto riguarda le fascie d’età, tra i maschi risultano essere più esposti i giovani di età compresa tra 20- 23 anni, mentre per le ragazze è tra i 19-20 anni. La dottoressa Gwenda Hughes della HPA ha dichiarato: “Questi dati sottolineano l’altissima vulnerabilità delle giovani donne nelle infezioni sessuali, perchè sono quelle che con più probabilità fanno sesso non protetto”.

Il ministro britannico della salute Paul Bustow, in considerazione dei dati allarmanti, ha pubblicamente dichiarato che “è necessario fare di più per accrescere nei giovani la consapevolezza dei rischi a cui si espongono con taluni comportamenti.” Il pericolo maggiore, a detta dei medici, è che tra pochi anni, molte di queste malattie potrebbero diventare inguaribili , a causa della resistenza agli antibiotici.

Da qui il monito degli specialisti ai giovani under 25 di usare sempre il preservativo, unica arma di difesa, e di sottoporsi a regolari controlli, soprattutto quando si cambia partner. E in Italia, qual è la situazione?

Secondo la dottoressa Barbara Suligoi, Direttore del Centro Operativo Aids e responsabile del sistema di sorveglianza sulle malattie veneree dell’Istituto Superiore di Sanità, la realtà italiana è molto simile a quella inglese. “Anche da noi la clamidia ha registrato una forte incidenza nei ragazzi al di sotto dei 25 anni, come pure i condilomi, la gonorrea e la sifilide. Quest’ultima ha inoltre conosciuto un picco epidemico tra il 2005 e il 2006 soprattutto tra gli omosessuali maschi, salvo poi colpire anche le donne. Stabili, invece, le infezioni causate da Herpes genitali e questo è il solo dato confortante”.

L’uso del preservativo rimane ad oggi l’unico mezzo efficace per prevenire le malattie a trasmissione sessuale. La pillola, invece, anche se rimane il mezzo più sicuro per evitare gravidanze indesiderate, è inefficace per proteggere da questo tipo di infezioni.

Riguardo al pericolo di resistenza agli antibiotici, evidenziato dagli inglesi, l’esperta risponde: “Il pericolo esiste perchè se si abusa di antibiotici, il rischio è che ad un certo punto questi non facciano più effetto. Ma per ora tale quadro sembra scongiurato, perlomeno in Italia, dove si tende a limitare l’uso e, di conseguenza, l’abuso degli antibiotici”.

Foto via | http://blog.donnamoderna.com; http://www.chedonna.it; http://donna.libero.it

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