Booksboarding. Libri all’imbarco

Inghilterra, 90 giorni di tentazione, Lucinda Carrington, traduttore D’Arcangelo V., Newton Compton, 2012

Dopo l’invasione mediatica e lo strapotere esercitato ormai da un paio di mesi nelle classifiche dal bestseller erotico Cinquanta sfumature di grigio, qualcun altro deve aver pensato di battere il ferro finché è caldo (senza doppiosenso alcuno). Lucinda Carrington dà quindi alle stampe questo romanzo che ricalca in maniera persino imbarazzante quello che – fa sorridere – è stato persino giudicato come il romanzo sdoganatore del genere. Torna qui il gioco di potere e di dominazione mentale e sessuale esercitato da lui su lei; “Uffa, che noia”, verrebbe da dire. Differenze questa volta – giusto per rimescolare un po’ le carte – sono il ritratto femminile, quello di una donna in carriera e sicura di sé, manager in un’agenzia pubblicitaria londinese, e lo scopo almeno apparente dell’azione: accondiscendendo a ogni richiesta del potenziale cliente, la donna spera di chiudere un contratto prestigioso. Neppure il piacere per puro piacere, insomma. Forse la letteratura erotica era meglio quando meno di moda e meno sbandierata.

Per pensare che la sessualità del panettiere all’angolo è più libera, appassionata e meno zeppa di stereotipi di tutti questi novelli scrittori dell’erotismo.

Francia, Mandorle amare, Laurence Cossé, traduttore Bracci Testasecca A., E/O, 2012

Édith è una donna parigina, colta, dai modi e dall’impostazione mentale decisamente francesi, incredula davanti al fatto che Fadila, la sua domestica marocchina sessantenne, non sappia né leggere né scrivere. La prima decide così di insegnare alla seconda, a partire dai primi rudimenti dell’alfabeto. In un incontro dal retrogusto spesso amaro, come le mandorle appunto, a disvelarsi sarà però un alfabeto umano, quello di un’umanità che racchiude differenze tanto ampie da sembrare incolmabili, inavvicinabili. Insegnare e imparare a sessant’anni a leggere e scrivere può rivelarsi difficile quanto aprire gli occhi sull’altro, sugli altri.

In uscita il 19 settembre.

Per scoprire se si tratta del solito romanzo intriso di retorica e ipocrisia su differenze culturali magicamente colmate o di qualcosa di più.

Vari, Passages. Antologia di flâneries raccontate da autori del Novecento, AA. VV., a cura di Castellani Leonardo, Empiria, 1994

Il volume non è recente, ma il contenuto per gli amanti del genere è davvero irrinunciabile. Tra queste pagine troverete i pezzi più celebri tratti dalle opere di  flâneries, come Il Passage de l’Opéra di Louis Aragon, Il giardino zoologico di Walter Benjamin, Il parco di Robert Walser e Meriggio ad Anacapri di Alberto Savinio.

Un uomo cammina senza meta, avanza con passo leggero nelle strade della città, procede come un aquilone sospinto dal vento. Di tutto gli importa, e di nulla. Saranno un fiore in una vetrina, l’ombra di un albero, un bambino che gira l’angolo a catturare il suo sguardo, figure effimere e momentanee che risaltano, animate dal soffio dell’ignoto. La passeggiata del flâneur si inserisce nella vita indifferente, caotica della città e la rovescia nella leggerezza febbrile di un sogno da svegli, egli attende, contempla, trasformando la freddezza delle cose e della folla nelle evoluzioni streganti di un caleidoscopio. Passages è un’antologia di flâneries narrate da autori del Novecento, e insieme un invito a farne propria la filosofia lunatica, ad applicare l’esercizio di quest’arte senz’arte, a lasciarsi incantare dalla sua droga leggerissima e innocua, che ci restituisce allo stupore, all’infanzia, un’infanzia saggia e libera, senza genitori.

Per avere un libro da prendere, uscire di casa e perdersi per la città.

Marina Cabiati

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