Bloodline, l’orrore convive con la confusione

Il cinema di genere in Italia sembra essere morto e sepolto, a parte alcune sporadiche produzioni che di tanto in tanto riescono ad arrivare nelle sale, ottenendo passaggi frettolosi e critiche negative. L’obbiettivo di Bloodline è di riportare nei cinema italiani un prodotto di genere nostrano che guardi ai grandi successi del passato e che si rifaccia alla grande stagione del cinema orrorifico degli anni 80.

Bloodline sulla carta è un film che ha la sua peculiarità in una sceneggiatura in cui vengono mescolati diversi generi, dallo Slasher (sottogenere horror in cui un assassino mascherato fa strage, come in Venerdi 13, Halloween), allo zombie movie, passando per lo splatter “Cartoonistico” alla Sam Raimi (la Casa, L’armata delle tenebre) fino ad arrivare alle suggestioni spettrali del cinema orientale (basti ricordare i successi a base di fantasmi dai capelli lunghi: The Ring, The Grudge).

Una pellicola che si pone in linea diretta di successione con una grande tradizione di cinema orrorifico italiano: una pesante eredità che non riesce a sfruttare ne a omaggiare a pieno. Purtoppo a un obbiettivo cosi ambizioso non corrisponde un risultato all’altezza del compito: Bloodline si configura come una pellicola che aveva tutte le carte in regola per diventare un piccolo cult ma che per varie ragioni non riesce nel suo intento.

Sandra e il suo collega Marco per non essere licenziati dalla tv locale per cui lavorano sono costretti a produrre un backstage su di un porno d’autore. Le cose andrebbero liscie se non fosse per il fatto che il set è situato nei boschi dove, una quindicina di anni prima, la sorellina di Sandra fu uccisa da un serial killer detto “il Chirurgo”. Nonostante la macabra coincidenza Sandra decide di accettare il lavoro ritrovandosi cosi coinvolta in una sarabanda di efferati omicidi e cadaveri inquieti che non vogliono saperne di restare morti.

Bloodline propone allo spettatore uno script confuso (le numerose riscritture a cui è stato sottoposto non sembrano avergli giovato) condito con dialoghi banali che neanche le forti iniezioni d’ ironia riescono a salvare. Personaggi stereotipati che non riescono a suscitare la minima empatia vengono portati sullo schermo da una recitazione sempre fastidiosamente sopra le righe(anche se questo sembra non essere intenzionale).

Edo Tagliavini, regista di corti e videoclip qui al suo lungometraggio d’esordio, da vita a una regia che alterna riprese pulite ed essenziali ad altre che mutuano il linguaggio e le tecniche del videoclip. Uno dei punti di forza di Bloodline riesede nelle collaborazione con due mostri sacri del cinema di genere: l’effettista Sergio Stivaletti e il musicista Claudio Simonetti, entrambi vecchie conoscenze per i fan di Dario Argento. I due veterani svolgono un lavoro eccellente: il primo dando vita a effetti speciali come non se ne vedevano da tempo in una pellicola italiana, il secondo componendo musiche inconfondibili che però male si amalgamano con quello che viene mostrato sullo schermo.

Bloodline è un occasione mancata, un film ibrido frutto di un copione in cui sono confluite troppe idee e troppi stili che non sono riusciti ad amalgamarsi in una pellicola omogenea che troppe volte lascia lo spettatore preda di una fastidiosa confusione.

Foto | via http: www.distribuzioneindipendente.itwww.distribuzioneindipendente.ithttp://static.blogo.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews