Blackberry in crisi. Si pensa alla vendita dell’azienda

blackberry

Il logo della Blackberry (news.softonic.it)

Ontario – La crisi continua a mietere vittime nell’industria mondiale. E anche molti grandi colossi internazionali non hanno avuto scampo. E’ il caso della Blackberry, noto produttore di smartphone, che rischia di essere messa in vendita. Solo tre anni fa l’azienda canadese era nell’olimpo dei marchi a maggior valore economico del pianeta.

La notizia è stata pubblicata da Techcrunch e confermata dalla stessa multinazionale: «L’azienda finalmente chiama le cose con il loro nome e annuncia ciò che per molti era ormai inevitabile: la multinazionale sta valutando strategie alternative, compresa una possibile vendita o una joint venture con altre società. A questo scopo è stato formato un comitato speciale presieduto da Timothy Dattels che include anche il Ceo Thorsten Heins, Richard Lynch and Bert Nordberg».

Tutto confermato dalla ex Rim, Research in motion, che ha poi ufficializzato la notizia con un comunicato stampa. «Data l’importanza e la forza della nostra tecnologia e il settore in forte evoluzione in un mercato competitivo, è il momento giusto per esplorare alternative strategiche» ha confermato Timothy Dattels, membro del consiglio di amministrazione di BlackBerry e a capo del comitato speciale. «Nel frattempo — ha aggiunto il presidente Thorsten Heins, presidente e Ceo di BlackBerry — continuiamo a credere di avere a disposizione un’eccezionale tecnologia. Continueremo a ridurre i costi, essere più efficienti, svilupperemo ancora BES 10 e la nostra piattaforma di messaggistica».

La società canadese è stata pioniera dei cellulari intelligenti, quando gli smartphone erano ancora dei progetti su carta considerati fantascientifici. I due Ceo e fondatori, Mike Lazaridis e Jim Balsillie, sono stati per trent’anni alla guida della compagnia, per poi rassegnare le dimissioni nel 2012 dopo gli ennesimi risultati economici deludenti. Nel 2009 Blackberry, secondo gli analisti di Gartner, aveva una quota di mercato pari al 19,9%, seconda solo all’allora onnipotente Nokia.

Il Blackberry è stato un vero e proprio status symbol, e poteva contrare fra i suoi endorser di spicco perfino il presidente Barack Obama. Ma la strategia di difesa contro Apple e Google non si è mai dimostrata all’altezza e Blackberry ha perso appeal molto rapidamente, arrivando alla crisi attuale, solo pochi anni dopo i picchi di vendita raggiunti tra il 2008 e il 2010. Di pochi giorni fa anche la notizia che l’azienda stesse valutando l’idea di ritirarsi da Wall Street. Le azioni della società quest’anno hanno perso oltre il 19% con un valore di mercato calato a 4,8 miliardi di dollari dagli 84 toccati nel 2008.

Alberto Staiz

Foto homepage: tolmol.com

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