Bimbo annegato: accusa di omicidio premeditato per la madre

ROMA – Nella giornata di ieri è stata arrestata a Roma Laura Pettenello, 45 anni, madre del piccolo Federico di 16 mesi, affogato nelle acque nei pressi della spiaggia di Feniglia (Grosseto). Dalle indagini è emerso che la donna provò ad annegare il piccolo già nel marzo scorso nella loro abitazione a Roma, riempiendo la vasca nel quale annegarlo per poi, credendolo morto, portarlo in ospedale dove i sanitari riuscirono a salvarlo dopo 13 giorni di rianimazione.

L’accusa è dunque quella di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione, avvenuto a largo della costa grossetana a bordo di un pedalò. Indagato anche il padre dle piccolo, Lorenzo Cassinis, 49 anni, noto commercialista con esercizio a Roma e Milano. L’accusa è quella di concorso in omicidio oltre che di favoreggiamento.

I magistrati stanno valutando, in particolare, il ruolo dell’uomo nei mesi successivi al tentativo di annegamento del figlio da parte della madre nel marzo 2011. I Carabinieri hanno condotto la donna nel carcere di Rebibbia su disposizione della Procura di Grosseto. Quel 9 agosto, giorno del tragico accaduto, la donna raccontò di aver voluto fare un giro a largo col pedalò tenendo in braccio il figlio che, secondo quanto afferma la donna, si sarebbe sporto troppo finendo per cadere in acqua.

L’indomani, la donna venne iscritta al registro degli indagati. Le indagini, quindi, hanno portato ad una rivelazione agghiacciante: la nascita di un terzo figlio (la coppia ne ha altri due) l’avrebbe sconvolta a tal punto da crearle insofferenza verso il piccolo Federico e fortissimi problemi psicologici che l’hanno portata a scaricare sul figlio “il suo desiderio di morire”.

La psicologa Maria Rita Parisi spiega che “si tratta di madri che agiscono secondo trasfigurazioni e immagini distorte della realtà. Credono che ammazzare il figlio sia un modo per liberarlo da uno stato di malessere. Spesso, queste persone hanno già dei traumi che provengono dalla famiglia d’origine o che si sono prodotti all’interno del nuovo nucleo familiare, traumi che con gli scompensi provocati dalle gravidanze si acuiscono”.

(Foto: ilquotidianoitaliano.it / controradio.it)

Redazione

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