Biennale d’Architettura 2012: nel segno di David Chipperfield

David Chipperfield (foto via: http://it.wikipedia.org)

Venezia – Si è aperta ieri, con l’inaugurazione ufficiale, la 13ma Esposizione Internazionale di Architettura dal titolo Common Ground, curata da David Chipperfield e organizzata dalla Biennale di Venezia. Fino al 25 novembre, l’attenzione puntata soprattutto su idee, pensieri e riflessioni sul “Terreno comune” dell’architettura. La mostra di quest’anno si concentra sulla presunta crisi di identità degli architetti, uscendo dal presupposto che costruiscano edifici atti a impressionare e che attirino soprattutto per il loro effetto comunicativo, facendo da contraltare rispetto alla mediocrità dei restanti sviluppi edilizi.

Si era partiti dalla provocazione di Aaron Betsky, per il quale l’oggetto costruito è la tomba dell’architettura. Si era passati per Kazuyo Sejima che considera l’architettura attraverso il linguaggio della sua civiltà. Con David Chipperfield ci si concentra sulla relazione tra architetture del passato e del presente, in cui ciò che è esposto si valorizza reciprocamente. Le sale della Biennale di Architettura di quest’anno sono così popolate da opere di diversi autori di diverse epoche, tante meravigliose foto e poca autocelebrazione. Molti partecipanti hanno colto l’ispirazione da un forte legame col passato: si veda Toshiko Mori con Carlo Scarpa e Piranesi, Fat e Andrea Palladio. Altri hanno attivato collaborazioni con altri grandi colleghi contemporanei.

Si ritorna sempre a punti cruciali come la relazione tra architettura e ecologia, architettura e tecnologia, o architettura e urbanistica, ma lo sguardo è puntato, attraverso un gioco infinito di rimandi ai concetti di continuità, di contesto e di memoria, soprattutto sul legame tra architettura e società, esseri umani, territorio e natura. Il percorso espositivo, distribuito su 10mila metri quadri dal Padiglione Centrale ai Giardini all’Arsenale, comprende 69 progetti realizzati da architetti, fotografi, artisti, critici e studiosi e scorre veloce e tranquillo, senza nessun colpo si scena, ma in modo assolutamente piacevole. Il Padiglione Italia è curato da Luca Zevi.

I nominativi presenti sono in totale 119. Molti di loro hanno risposto all’invito del curatore presentando proposte originali e installazioni create espressamente per questa Biennale, coinvolgendo nel proprio progetto altri colleghi con i quali condividono, appunto, un Common Ground. Le prime attività espositive dedicate all’architettura promosse dalla Biennale di Venezia risalgono agli anni ’70, quando, nell’ambito di Arti Visive, vennero allestite alcune mostre ai Magazzini del Sale e alle Zattere. Dal 1980, con l’inaugurazione della prima vera Mostra Internazionale di Architettura, il settore diventa completamente autonomo.

Con il susseguirsi delle edizioni, la Biennale Architettura arriva ad occupare un ruolo di primissimo piano fra le esposizioni internazionali del settore fino quasi ad eguagliare, per risonanza mediatica e prestigio, la Biennale di Arte Contemporanea. La scorsa edizione ha visto per la prima volta la direzione di una donna, l’architetto giapponese Kazuyo Sejima. Si starà a vedere l’esito della proposta di Chipperfield, l’antidivo arrivato al successo grazie alla capacità di risolvere richieste complesse con soluzioni precise e di grande chiarezza concettuale.

Natalia Radicchio

Foto homepage: http://atcasa.corriere.it

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