Berlusconi smentisce il passato in diretta telefonica

Massimo Giannini fa memoria storica: «evadere in Italia è inevitabile». A dichiararlo in due diverse occasioni, la prima nel 2004 e la seconda nel 2008, è stato Silvio Berlusconi. Prontamente il premier chiama in diretta Tv e accusa il vice direttore di Repubblica di essere un bugiardo

di Sabina Sestu

Verba volant, scripta manent” affermò Caio Titus al senato romano. Letteralmente significa che “le parole volano, gli scritti rimangono”. Silvio Berlusconi non ha preso in considerazione questo antico proverbio e si è sentito in dovere di smentire in diretta tv Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica. «Evadere in Italia è inevitabile», questa la dichiarazione berlusconiana riportata da Giannini durante la trasmissione Ballarò dello scorso martedì che tanto ha fatto irritare il premier. Evidentemente il nostro capo di governo si è scordato di essere un pubblico cittadino e che ogni dichiarazione da lui resa nell’esplicare le sue funzioni pubbliche, viene archiviata nell’immensa banca dati del mondo mediatico. Durante la trasmissione, infatti, passavano in coda i lanci dell’agenzia Ansa che riportavano le dichiarazioni di Berlusconi.

«Vorrei dire che il giornalista di Repubblica, Massimo Giannini, ha mentito spudoratamente: da parte mia non c’è mai stato un sostegno all’evasione fiscale – ha affermato Berlusconi al telefono -  il mio governo ha aumentato gli introiti provenienti dall’evasione fiscale come il ministro Tremonti (presente in studio, ndr) ha ricordato. Sono cresciuti di più, e  questo decreto  darà un altro colpo. Quindi – ha affermato il premier chiudendo la comunicazione senza permettere alcuna replica o confronto con gli ospiti presenti in studio -  è menzogna assoluta dire, come è stato fatto, che io avrei in qualche modo giustificato e sostenuto l’evasione fiscale». Ma nel suo monologo telefonico si è anche sentito in dovere di difendersi da un’accusa che nessuno dei presenti gli aveva lanciato: «sono il primo contribuente d’Italia» ha infatti dichiarato. Difesa questa che fa nascere spontanea l’idea che abbia qualcosa da nascondere o da farsi perdonare.

Berlusconi ha anche smentito i sondaggi effettuati da Ballarò sull’indice di gradimento degli italiani nei suoi confronti: «Sono sondaggi fasulli, ho in mano un sondaggio di Euromedia che dice che il 62% degli italiani sta col presidente del Consiglio e il mio governo ha un gradimento del 50%. Tanto vi dovevo perché non è accettabile sentire in una Tv di Stato certe menzogne». Appena il premier ha concluso il suo soliloquio e riattaccato il telefono, Giovanni Floris, conduttore della trasmissione,  ha sindacato il fatto che «ciò che veramente è inaccettabile in una televisione di Stato è che si inizi un dialogo ma poi si insulti e si butti giù il telefono prima che arrivi la risposta».

«Purtroppo il dialogo non è possibile, non mi colpisce l’insulto, noi di Repubblica siamo abituati – ha dichiarato Massimo Giannini, sconfortato dal fatto che non aveva le “prove” a portata di mano – vado al merito: mi dispiace di non aver portato con me i dispacci d’agenzia in cui il presidente del Consiglio giustificava l’evasione fiscale, ma posso confermare le sue parole». La trasmissione è stata vista da ben 4 milioni 115 mila spettatori con uno share del 18,42.  Paolo Garimberti, presidente della Rai, il giorno successivo la trasmissione avrebbe scritto un sms a Giovanni Floris in cui si complimentava per la conduzione della puntata: «Impeccabile conduzione». A lamentarsi per le dichiarazioni del premier in diretta anche Pd e Idv. «La tv pubblica non è la casa di Berlusconi» ha dichiarato Vincenzo Vita, senatore democratico della commissione vigilanza Rai. «Il premier fa un uso criminogeno del mezzo pubblico» ha affermato Leoluca Orlando dell’Italia dei Valori.

Ecco di seguito le due dichiarazioni a cui si riferiva Giannini durante la trasmissione Ballarò:

«C’e’ una norma di diritto naturale – ha aggiunto, rivolgendosi ai vertici delle Fiamme Gialle – che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato sembra una richiesta giusta e glielo dai in cambio di servizi. Se ti chiede di più o molto di più, c’e’ una sopraffazione dello Stato nei tuoi confronti e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità e che non ti fanno sentire colpevole». Dichiarazione fatta da Berlusconi durante la cerimonia in occasione dei 230 anni della Guardia di Finanza, 11 novembre 2004.

(ANSA) – ROMA  -  2 APR – Il prelievo fiscale corretto si aggira intorno a un terzo del reddito, se invece le tasse sono tra il 50 e 60 per cento è troppo e così ” è giustificato mettere in atto l’elusione o l’evasione“. E’ quanto ha affermato il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, nel corso del suo intervento all’Ance. (ANSA).  01-APR-08

foto via:

http://risklover.files.wordpress.com/2009/06/berlusconi_times.jpg

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