Berlusconi, i giudici stanno facendo una guerra civile

Silvio Berlusconi a Olbia

Olbia – C’è la guerra civile sostenuta, voluta e capeggiata dai militari, quella rivoluzionaria di un capo carismatico, quella elitaria di un certo ceto sociale, quella che parte dal basso, direttamente dal popolo. In Italia, almeno secondo Berlusconi e i suoi sostenitori, c’è un tentativo di colpo di stato diretto dalla magistratura. «C’è una guerra civile con insulti e calunnie di cui veniamo fatti oggetto – ha dichiarato il premier a Olbia, dove si è recato per sostenere la candidatura a sindaco della cittadina gallurese di Settimo Nizzi – è terrificante e c’è un’altra cosa terrificante ed è l’uso del diritto contro colui che la sinistra considera il suo nemico politico». Un attacco ai magistrati che dura da anni, ma che negli ultimi tempi si è intensificato a causa delle nuove impellenti bagarre giudiziarie che hanno colpito il premier: lo scandalo del “bunga bunga” in primis.

L’assalto del potere giuridico contro il capo del governo risulta, agli occhi del cavaliere, così spropositato che lo ha portato all’esasperazione. Le sue reazioni contro i magistrati, hanno però suscitato un tale clamore che Napolitano si è visto costretto ad ammonire Berlusconi, il quale si è anche visto piovere critiche feroci da tutte le parti. Il premier ha quindi fatto un passo indietro specificando che il cancro non è rappresentato da tutti i giudici, ma solo dai pm milanesi. «Ieri a Milano -ha infatti affermato Berlusconi a Olbia – parlavo dei pm milanesi, non dei giudici. Anzi, ho sottolineato che le accuse che mi vengono rivolte dai pm non hanno poi trovato rispondenza nelle decisioni dei giudici».

Berlusconi inizia a parlare del suo successore al premierato facendo il nome di Tremonti, ma non è certo disposto a cedere il potere a tempi brevi, infatti vede le amministrative, che si terranno il 15 e 16 maggio, come un test politico. Se il centrodestra dovesse vincere rafforzerebbe il governo nazionale, che potrebbe andare “avanti altri due anni”. Il premier continua a parlare di un governo del fare, affermando che nella cittadina gallurese questo “fare” sia mancato in questi ultimi anni. L’amministrazione della cittadina si sarebbe inceppata, in quanto Gianni Giovannelli, ex sindaco della città, da aderente convinto di Forza Italia si è poi fatto sostenere da un fronte di opposizione, con l’odiato Fli in testa. Ora la guerra tra Fini e Berlusconi si combatte anche nei piccoli centri.

 

Posa provocatoria sulla Sassari-Olbia

Il premier parla anche dello scandalo dei sottosegretari. «Nessuno scandalo – ha affermato Berlusconi – l’aumento delle poltrone è dovuto al fatto che Fini e i suoi se ne sono andati all’opposizione e noi ci siamo trovati a rischiare la crisi di governo, a cadere nell’instabilità e questo avrebbe provocato un grave danno perché le agenzie di rating erano lì ad aspettare». E mentre il governo del fare ha lasciato diversi problemi aperti sul tavolo delle emergenze italiane, il cavaliere fa una promessa alla Sardegna. Finanziare e portare a termine la Olbia-Sassari, la strada statale campionessa nazionale di incompiute. Chissà che non finisca come la Salerno – Reggio Calabria e i rifiuti di Napoli e Palermo. Anche il deputato del Pdl Mauro Pili, ex presidente della Regione Sardegna, diventerà sottosegretario e andrà ad infoltire il gruppo di governo che renderà possibile portare a compimento le riforme care al premier: giustizia, architetture istituzionale dello stato e sistema tributario.

Sabina Sestu

Foto:www.unita.it; www.michelecossa.it

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2 Risponde a Berlusconi, i giudici stanno facendo una guerra civile

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    mogol_gr 09/05/2011 a 03:12

    L’ho già detto in sedia a rotelle come Michael Jackson.

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  2. avatar
    SabinaS 09/05/2011 a 10:08

    Caro Mogol mai augurare il male a nessuno, neanche ai nostri peggiori nemici. Non c’è nulla di onorevole nel vincere quando il nostro antagonista è ormai a terra. La vittoria più bella e più “giusta” è quella che si ottiene sconfiggendo il nemico nel campo di battaglia e ad armi pari. Nel caso di Berlusconi la sua sconfitta dovrebbe avvenire nel campo politico, economico e sociologico, ossia nell’arena politica, con un avversario che riesca a smontare il suo populismo. Ciò che piange l’Italia non è il berlusconismo ma la mancanza di un’opposizione degna di tale nome. Mancando un’idea alternativa di gestione dello Stato il berlusconismo risulta essere il metodo governativo “meno peggio” che il panorama politico italiano in questo momento ha.

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