Berlusconi e Napolitano: timori del Colle per i Mercati e il Governo

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Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi

Roma – La manovra economica varata la settimana scorsa in tempi record è stata resa pubblica sulla Gazzetta Ufficiale. Adesso, dunque, scattano in via definitiva i provvedimenti approvati dalle Camere che tanto peso avranno sulle tasche degli italiani.

Aumenti – Scattano subito gli aggravi del bollo per il deposito titoli con investimenti di capitale nominale al di sopra dei 50 mila euro e la tassa sulle macchine di lusso.

Subito al via anche i ticket sanitari per visite al pronto soccorso segnalate come bollino bianco (25 euro) e quelle specialistiche (10 euro). Tuttavia, sono già molte le regioni – tra cui Umbria e Veneto – che hanno già annunciato la non adesione al provvedimento, denunciando il salasso per i cittadini oltre al timore che si tuteli la medicina privata a scapito di quella pubblica.

LegaUmberto Bossi, leader Lega Nord è tornato a perlare da Piacenza, durante una festa di partito a proposito della manovra e della crisi del Mercato non placata dall’approvazione della Finanziaria: ‹‹Tutti i mesi il povero Tremonti deve vender dei titoli di Stato, se non lo facesse non si pagherebbero più pensioni e ospedali: sarebbe un disastro. Arrivati a questo punto meglio far la secessione che andrebbe bene al sud e al nord, con patti chiari e amicizia lunga. La secessione sarebbe la migliore medicina››. Un’ipotesi che, però, al momento non pare all’ordine del giorno del premier Silvio Berlusconi che, ieri, si è presentato al Quirinale per discorrere con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano sul futuro della nazione.

Argomenti – Tanti i temi tratatti durante l’incontro perché tante sono le ragioni di preoccupazione per le 2 alte cariche dello Stato. Napolitano teme soprattutto per l’andamento nero dei Mercati, in particolare, Piazza Affari la quale ha dimostrato di non essere fuori dal mirino degli speculatori malgrado la Finanziaria.

Il problema principale è il clima di sfiducia interno e quindi estero che la manovra non è riuscita ad arginare, mancando in quella mossa che avrebbe diffuso l’effetto placebo, donando credibilità alla legge e al Governo: il taglio dei costi della politica e degli sprechi.

Il risultato è lo scetticismo generalizzato nei confronti di una norma che promette rigori senza sviluppo, dunque, speranze di investimento. E tutto si ripercuote sull’euro la cui instabilità – anche causata dal default greco e dal quello prossimo del Portogallo – sarà materia di discussione in un incontro di urgenza a Bruxelles tra i Membri, giovedì prossimo.

Altre questioni che rabbuiano l’umore di Berlusconi e Napolitano sono l’emergenza rifiuti a Napoli, il rimpasto di Governo e la nuova nomina del ministro della Giustizia dopo le dimissioni del neoeletto segretatio del Pdl, Angelino Alfano. Un problema quello dei nuovi incarichi, che il premier sta pensando di rinviare a settembre, magari sperando in una minor tensione economica.

Su tutti i temi, però, svetta il punto di vista del Carroccio che alla gestione dei rifiuti nelle varie regioni si oppone da tempo, guarda con disaffezione ai giri di poltrone e – pare – sia intenzionata a votare a favore dell’arresto del deputato pidiellino, Alfonso Papa, implicato nello scandalo della P4 malgrado il giudizio negativo espresso dal suo leader, Bossi.

Intanto, anche stamane i Mercati hanno riaperto in calo. L’euro appare depresso anche se stabile rispetto al dollaro e allo yen. Nei primi scambi sui mercati europei, la moneta unica resta sotto quota 1,41 dollari ed è scambiata a 1,4080 dollari (lunedì era a 1,4045 secondo rilevazione della Bce). Rispetto alla moneta giapponese, invece, l’euro è a 111,26 yen (111,10 la quotazione di ieri).

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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