Berlusconi cede, Cosentino si dimette

Il Sottosegretario si difende: «Mai fatto dossieraggio» e accusa Fini: «Tenta solo di prendere potere».

di Nicola Gilardi

ROMA – Le dimissioni di Nicola Cosentino non erano del tutto inaspettate, ma dietro a questo atto potrebbe esserci qualcosa di più, una mossa strategica di Berlusconi per tenere unita la maggioranza. Nella prossima settimana, infatti, sarebbe stata presentata la mozione di sfiducia nei confronti del Sottosegretario all’Economia e gli uomini di Fini si sono, da sempre, mostrati contrari alla figura di Cosentino all’interno del partito.

Il cavaliere ha bruciato i tempi e tolto le castagne dal fuoco dell’opposizione, che già pregustava l’appoggio dei finiani nella sfiducia e la conseguente crisi di governo. Seppure si parla di dimissioni volontarie, lo zampino del premier c’è sempre, come anche nel caso Brancher. Lo strascico di polemiche, comunque, è ampio e si può parlare di dimissioni a metà, visto che la carica di coordinatore in Campania è rimasta intatta.

Le stoccate al presidente della Camera non sono mancate. Secondo l’ex Sottosegretario, Fini starebbe favorendo Italo Bocchino che gli permetterebbe di raggiungere posti di vertice nella regione Campania: «È risibile che l’On. Fini – ha commentato Cosentino – voglia far passare le sue decisioni come se derivassero da una sorta di tensione morale verso la legalità quando si tratta soltanto di un tentativo, anche assai scoperto, di ottenere il potere nel partito tramite l’On. Bocchino».

La difesa di Cosentino è forte. Sostiene di non aver mai fatto alcun dossieraggio per screditare la candidatura di Caldoro, oggi governatore in Campania: «Non solo non vi è stata da parte mia alcuna attività di dossieraggio ma mi sono premurato nell’interesse del partito quale coordinatore regionale di espletare tutte le opportune verifiche di notizie che, dopo il caso Marrazzo, potevano apparire problematiche. Sono quindi assolutamente sereno che la mia totale estraneità non potrà che essere più che comprovata da qualsivoglia indagine»

Le stoccate sono arrivate anche per la stampa, accusata di aver dato adito a congetture infondate che fanno parte di una «lunga serie che hanno connotazioni chiaramente persecutorie e che tentano di colpire politicamente tutto ciò che con grande lavoro e con oggettivo successo ho potuto costruire proprio in Campania consentendo al centro destra di ottenere risultati mai sperati prima».

Intanto Berlusconi ha confermato la fiducia nei confronti di Cosentino: «Ho condiviso la decisione dimettersi da sottosegretario. Ho altresì avuto modo di approfondire personalmente e tramite i miei collaboratori la sua totale estraneità alle vicende che gli sono contestate».

Certo è che l’ondata di dimissione che sta colpendo la maggioranza non può non erodere la credibilità della classe dirigente. Lo scandalo P3 dimostra come la corruzione sia diffusa nei palazzi del potere e che la politica non ha saputo dare la giusta tutela alla legalità e alla trasparenza.

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