Berlusconi caccia Casini: «Via dalle giunte Pdl», ma i suoi lo smentiscono

Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc

ROMA – L’ipotesi di un’entrata nel governo da parte di Pier Ferdinando Casini sembra essere ormai dissolta del tutto. L’ultimo atto è certamente l’ordine perentorio presentato dal premier ai presidenti di Regione e Provincia appartenenti al Pdl: «Gli esponenti dell’Udc devono uscire da tutte le giunte che governiamo noi - ha detto Silvio Berlusconi – Ho tollerato ogni tipo di attacco politico ma ora gli attacchi sul piano personale e privato non posso davvero sopportarli più».

Dietro alla volontà di allontanare l’ex alleato, però, potrebbe esserci una astuta opera di erosione dell’Udc, con il tentativo di portare più centristi possibili all’interno del Popolo della Libertà. In questo modo si allargherebbe la schiera dei «responsabili» e verrebbe dato uno schiaffo morale al progetto centrista che coinvolge anche il «traditore» Gianfranco Fini.

Questo provvedimento, però, potrebbe risultare problematico per non poche giunte. In molte zone d’Italia, infatti, il Pdl governa grazie all’alleanza con il partito di Casini, che in parecchi casi risulta determinante. Un esempio è quello della Regione Lazio. La vittoria contro Emma Bonino ha consegnato alla Polverini una maggioranza risicata. Senza i 6 esponenti dell’Udc, che oggi appoggiano il Pdl, si creerebbe uno squilibrio a favore dell’opposizione. Categorico il commento della stessa Polverini che ha smentito le parole di Berlusconi dichiarando: «L’Udc è in Giunta e rimarrà in Giunta sicuramente».

Renata Polverini, presidente della Regione Lazio

Dubbi anche in Sardegna, dove i segnali d’amicizia restano forti. «Siamo convinti che qui i rapporti continueranno a essere buoni come lo sono sempre stati – Ha detto Giorgio Oppi, leader dell’Udc isolano –  Ci siamo incontrati qualche giorno e ci rivedremo martedì per un incontro di maggioranza: non ho alcun segnale che qualcosa sia cambiato».

Ad aumentare la confusione è arrivato il commento di Maurizio Gasparri, presidente dei Senatori del Pdl: «Ho parlato con Berlusconi e ha escluso che sul territorio ci possano essere imposizioni sulla composizione delle giunte che escludano forze politiche con le quali ci siamo presentati insieme alle elezioni. Questo vale ovviamente per l’Udc, a prescindere dalle evidenti divergenze di opinione a livello nazionale. I patti fatti con gli elettori sono per noi sempre da onorare».

La confusione, insomma, è tanta. Forse una mossa per tenere buoni i leghisti? Uno slogan per guadagnare consensi? Nessuno può dirlo. Però è certo che se il Pdl smentisce il Pdl qualche problema c’è.

Nicola Gilardi

Foto: http://annamariarossini.blogspot.com; http://casinipresidente.files.wordpress.com; www.claudiocaprara.it

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