Di Battista, star della Rete, tra passione e strategia?

di battista servizio pubblico

Alessandro Di Battista durante il suo intervento a Servizio Pubblico

Peccato che alla fine nemmeno la presenza del cittadino Alessandro Di Battista a Servizio Pubblico sia servita ad alzare gli ascolti del programmi di Santoro. Visto il boom registrato dal pentastellato in Rete, che per quasi 24 ore su Twitter è stato tra i TopTrend, sembrava che ieri sera mezza Italia fosse incollata davanti alla tv non per guardare Don Matteo 9, vincitore della serata (eh si, è questa la realtà italiana), ma proprio per ascoltare l’intervento del delfino di Grillo, forse prossimo leader del movimento. Un leader ancora grezzo ma più “genuino” di Di Maio, vice presidente della Camera, e più comunicativo di altri del M5s.

LA PRIMA VOLTA DI ‘DIBBA’ - Un successo del M5s, un successo dei sostenitori del movimento che continuano a osannare in tutte le salse il loro idolo. Era la sua “prima volta” in tv, ma per alcuni il tripudio generato era cosa scontata, conoscendolo. Alessandro Di Battista si è distinto subito dentro il movimento, era in assoluto il meno sprovveduto e il più dialetticamente spigliato tra i  neo eletti del M5s. Finora però il suo territorio di caccia è stata sempre la piazza, dov’è ha potuto affinare le doti oratorie a contatto con la gente (a cui devi dare risposte ben più convincenti di quelle rese ai giornalisti), e l’aula della Camera dove non sono mai stati risparmiati colpi contro la casta.  ”Dibba”, come lo chiamano i suoi colleghi, ieri ha azzittito (nel senso che proprio nessuno lo ha interrotto, a mo’ di monologo) gli ospiti di Santoro. È anche vero che con ospiti come Fassina e Alfio Marchini sarebbe stato difficile il contrario.

I CORSI DI COMUNICAZIONE DI CASALEGGIO – Di Battista è uno dei pochi “politici”, soprattutto dentro il M5s, che sa comunicare bene. Cosa che poi lo accomuna proprio ai suoi avversari Berlusconi, che sì negli anni ha perso diversi colpi ma le cui doti sono indubbie, e il segretario del Pd Renzi. Qualità naturali? Anche, ma quando Casalaggio decise di mandare alcuni rappresentanti del movimento a Milano per i corsi di comunicazione, probabilmente era proprio a lui che pensava. E i risultati sono evidenti: frasi come

“L’immoralità è come il letame: va trattata con la pala, non con il cucchiaio di argento [...]Perché in quel Palazzo se tu ti mischi a loro e ti ungi il dito, ti ungi tutta la mano e in quattro e quattr’otto, come la Lega, sei diventato parte del Sistema. [...]Una volta votavo poi mi sono disintossicato.[...]Io sarei disposto a morire per questo Paese”

è roba che non si sente in giro. Quale politico è capace di dire frasi di così tanto effetto, oggi che al massimo ci ritroviamo (per dirla alla Kantiana) solo “moralisti politici”, affascinati dalla legge morale ma solo se alla mercé della politica?

DI BATTISTA PIACE (ANCHE A BERLUSCONI)  “Dibba” piace. Non parliamo solo dei commenti di fanciulle e gay che hanno emesso scie di feromoni sessuali su Twitter apprezzando l’aspetto fisico del deputato 5 stelle (ma anche sollevando dubbi sulla sua eterosessualità). Non dimentichiamo poi che il ragazzo è stato “corteggiato” anche da Silvio Berlusconi. Poche settimane fa era proprio Di Battista a denunciare su Facebook le avances da parte di alcuni esponenti di Fi che gli si erano avvicinati con frasi del genere: «al presidente piacerebbe incontrarti», «lui stima alcuni di voi, tra questi ci sei tu». Il leader di Fi disse più meno la stessa cosa anche di Civati, a riprova che il Cavaliere, guardando in casa propria, aveva trovato il vuoto più assoluto prima di rifuggiarsi in Toti.

di battista m5s

Allora qual è il segreto di Di Battista? Il punto non è solo cos’ha detto durante la trasmissione (alcuni in Rete hanno sollevato il dubbio che stesse leggendo un gobbo per quanto il suo discorso fosse incalzante e lineare), ma come queste parole sono state pronunciate. È in questa distinzione che si può cogliere la differenza tra un Di Battista, che parla a bassa voce restituendo al telespettatore una sensazione di genuinità e naturalezza propri di chi ha sposato i concetti in cui crede (giusti o sbagliati che siano) e un Renzi, abile comunicatore anche lui, ma ben più costruito e artefatto mediaticamente. Chiamatela, se volete, passione.

E chissà che il Pd non abbia “rosicato” veramente…

Valentina Gravina

@valegravi

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