Battiato al Summer Festival: il Maestro incanta Lucca

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Franco Battiato

LUCCA – E’ stata la volta di Franco Battiato al Lucca Summer Festival 2012: in una piazza Napoleone vestita a festa si è ammassata una turba stravolta dall’afa di luglio, a celebrare non i riti di sangue di Delenda Carthago, ma un’altra piacevole serata all’insegna delle note del celebre cantautore siciliano.

E’ una scaletta “old style” quella presentata da Battiato per l’occasione: il filosofeggiare in punta di elettronica che ha caratterizzato gli ultimi album è stato per una volta un po’ accantonato, per la gioia di tutti quei fans (e sono molti) che male hanno digerito la dipartita di Giusto Pio e la nuova èra targata Manlio Sgalambro. Ecco così che han fatto la loro ricomparsa testi non più eseguiti da anni, da Strade dell’EstUn oceano di silenzio, in un’atmosfera quasi magica che ha proiettato indietro nel tempo giovani e meno giovani. Già, perché i concerti del Maestro riescono da sempre nel miracolo di unire fra loro più generazioni, come solo la grande musica sa fare, anche se nel finale “scatenato”, dove come al solito si sono susseguiti i pezzi più conosciuti e ballabili, la convivenza diventa più difficile e qualcuno si spazientisce per le urla e lo sgomitare di chi si è concesso forse qualche birra di troppo.

Sempre impeccabile col suo gilet e la sua camicia, Battiato è accompagnato per l’occasione dall’Orchestra Arturo Toscanini, trentacinque sublimi musicisti guidati dal maestro Carlo Guaitoli al pianoforte, che riescono ad offrire uno spettacolo non così consueto per i palcoscenici italiani. Dinanzi a tanta grazia non sfigura però neppure la “band” di Battiato, fra i virtuosismi della chitarra di Davide Ferrario, il basso di Lorenzo Poli e le tastiere del “mitico” Angelo Privitera. Il pubblico gradisce, e pian piano si scalda assieme al Maestro, in un crescendo di emozioni che tocca i propri apici con una struggente La cura e con le invettive di Povera patria e Inneres Auge, dedicate a quell’Italia «stivale dei maiali» che sta vivendo una stagione di profonda crisi.

Ma con le note di Franco diventa per tutti più facile «trovare l’alba dentro l’imbrunire», e anche la depressione economica diventa, per un paio di ore, meno opprimente: sì, «si può sperare che il mondo torni a quote più normali».

(Foto: summer-festival.com, rumors.blog.rai.it)

Leonardo Butini

[youtube]http://youtu.be/ET5OGjDVkjE[/youtube]

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