Basta con le bugie!

Il Daily Mirror smentisce quattordici “bugie storiche”

di Benedetta Rutigliano

egittoSe non credete più alle favole, ci sono almeno 14 nuove verità da ascoltare. Il tabloid britannico “Daily Mirror”, infatti, smentisce alcune bugie storiche trasmesse come certezze assodate.

In seguito alla scoperta effettuata da archeologi egiziani di tombe della IV dinastia appartenenti a operai, si è capito che la piramide di Cheope a Giza non fu cotruita da schiavi, come ricordano anche i grandi colossal, ma da uomini liberi.

E la bellissima Cleopatra, da sempre associata all’immaginario egizio? In realtà fu l’ultima governante di sangue greco, discendente di Tolomeo I Sotere, generale di Alessandro Magno che mantenne il proprio sangue “puro” sposandosi con membri della propria stirpe.

Il passare dei secoli ha impolverato anche la figura di Nerone, iconograficamente accostato alla lira, che secondo la leggenda stava suonando mentre Roma andava in fiamme (64 a.C.): l’imperatore in quel mentre si trovava ad Anzio, ma tornò appositamente a Roma per aprire i suoi giardini e salvare la popolazione.

Chi poi non immagina i Vichinghi con l’inseparabile elmetto con le corna? Dimenticateli: gli scrittori romani descrivono popolazioni Celtiche e Germaniche con il tipico elmetto, ma questa pratica sparì centinaia di anni prima delle invasioni vichinghe, come confermano anche i reperti archeologici.

Ancora una volta le immagini inducono a convinzioni infondate: molti dipinti ritraggono il re britannico Giovanni Senzaterra mentre firma la Magna Carta (1215), documento che limitava i poteri regali riconoscendo i diritti fondamentali dei cittadini. Azione impossibile per il re illetterato, che al massimo appose il sigillo reale.

Le storie dei sovrani sono quelle maggiormente ritoccate: come la vicenda di Canuto I d’Inghilterra, noto come talmente potente da poter respingere e abbassare la marea. Infradiciato, ammise invece di riternere qualsiasi creatura dell’Universo inferiore rispetto a Dio.

E le parole di Maria Antonietta “Che mangino brioches”, rivolte al popolo affamato? Non sue, attribuite dai rivoluzionari per accusarla di insensibilità, ma pronunciate 100 anni prima dalla moglie del Re Sole. Falsa anche l’ultima frase della regina Elisabetta I: “Darei tutti i miei possedimenti per un attimo di tempo”; non c’è una versione univoca su come morì, ma certamente era troppo debole per proferire qualsiasi verbo sul letto di morte.

Isaac Newton appleInvenzioni e scoperte non sono state risparmiate dall’affabulazione: chi non conosce la storia della mela che, cadendo sulla testa di Isaac Newton, lo avrebbe illuminato sulle teorie della forza gravitazionale? Rinunciate alle certezze, anche questa è una leggenda, diffusa niente poco di meno che dallo scrittore Voltaire, ispirato dal racconto della nipote del famoso scienziato, Catherine Conduitte.

Per non parlare della lampadina elettrica, tradizionalmente attribuita a Thomas Edison: quest’ultimo perfezionò il filamento dell’invenzione, che fu però del chimico inglese Humpry Davy.

E il primo a toccare l’Australia non fu di certo James Cook nel 1770, ma centocinquant’anni prima due esploratori olandesi (Abel Tasman e Dirk Hartog) e il pirata inglese William Dampier; sempre inglese il mito secondo cui fu il navigatore britannico Walter Raleigh a introdurre in Europa le patate e il tabacco: le prime importate da italiani l’anno precedente, l’ultimo ben ventisei anni prima.

A proposito di orgoglio nazionale, decantata è la puntualità dei treni durante l’era fascista: falso mito propagandato da Mussolini, che impose ai giornali di occultare i ritardi, come dimostrano gli studi di Alexander Cockburn.

Le lettere han trasformato la verità anche nel caso di Robin Hood, che viveva, secondo la tradizione, nella foresta di Sherwood, dentro la contea di Nottingamshire: mito originato dalla penna di Walter Scott all’interno del romanzo “Ivanhoe” (1819). Il principe dei poveri, invece, viveva nello Yorkshire.

Americani gli ultimi exempla: il primo, relativo alla storia dell’indipendenza statunitense, da sempre celebrata il 4 luglio, data in cui invece venne solo stampata la costuzione firmata dai padri costituenti ben due giorni prima; il secondo relativo ai roghi delle streghe avvenuti nel 1692 presso il villaggio di Salem. Non ci furono fiamme, ma venti impiccagioni e una lapidazione.

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Una risposta a Basta con le bugie!

  1. avatar
    Laura 21/01/2010 a 14:36

    Bhe i falsi miti sono tantissimi. Molti anche nella storia dell’arte. La purezza acromatica della scultura classica? Falso, la scultura era completamente colorata, pratica in uso ancora nel medioevo. Lo stesso per il biancore delle opere di Canova: pare che lo scultore rivestisse le sculture con una sorta di cera di colore rosa per rendere meglio il colorito naturale dell’incarnato.

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