Basket, Supercoppa italiana: Cantù spezza il dominio di Siena

Cantù festeggia la Supercoppa 2012 (quicomo.it)

CANTU’-SIENA 80-73

Impressioni di settembre: Cantù è organizzata, determinata  e con un atletismo spaventoso sotto i tabelloni. Aggiungendo a questi ingredienti la velocità in regia di Jerry Smith (ieri 7 assist) e la continuità del «giovane veterano» Manuchar Markoishvili , ecco che, come ogni anno, la compagine brianzola si rinnova con un budget limitato, ma appare già competitiva al livello più alto del campionato. In particolare, si sono rivelati devastanti i muscoli e l’atletismo dei due nuovi lunghi Tyus e Brooks, che, aggiunti all’esperienza di Cusin e Leunen, costituiscono un quartetto di tutto rispetto in vista dell’inizio, la prossima settimana, della nuova serie A.

Tutto questo andrà ovviamente testato sul lungo periodo, ma la sensazione è che anche quest’anno la Mapooro Cantù sarà una delle grandi protagoniste. Anche la scelta di proseguire con coach Trinchieri è una garanzia di continuità tecnica e risultati, il primo dei quali arrivato subito con la conquista della supercoppa italiana. Da valutare anche l’aspetto della lettura del gioco: se Cantù sembra essere molto forte quando salta e corre, la sensazione è che non lo sia altrettanto a palla ferma.

E l’invincibile Montepaschi Siena? La squadra toscana era reduce da sei anni di trionfi, per un totale di tredici titoli consecutivi tra campionati, coppe italia e supercoppe. Questo è l’anno zero, la rifondazione del progetto, l’apertura di un nuovo ciclo ambizioso, anche se ridimensionato nel budget disponibile. Non si può sapere oggi se siamo di fronte all’alba di una nuova era di vittorie, o alla fine dell’impero: di certo il dominio schricchiola.

L’impressione di fine estate è tutt’altro che positiva: Bobby Brown, il playmaker chiamato a rimpiazzare il fenomeno McCalleb volato in Turchia, dimostra un buon atletismo, una mano educata, ma anche una spiccata tendenza a perdere palloni e lucidità quando i difensori avversari iniziano davvero a piegare le ginocchia. Il gigante croato Mario Kasun aveva l’aria di un coniglietto spaurito di fronte ai muscoli dei lunghi canturini e, quando è stato inserito assieme a Kangur sotto canestro, gli avversari hanno banchettato senza pietà. L’unico già in forma campionato è sembrato Sanikidze, ex ala di Bologna, ottimo atleta, non certamente un «top player»: per il resto, anche dal punto di vista dell’organizzazione del gioco, il nuovo coach Banchi sembra avere molto lavoro da fare. Ma il roster a sua disposizione ha mostrato, almeno per quanto riguarda la prima gara ufficiale, più di un punto interrogativo.

Markoishvili (pallacanestrocantu.com)

In realtà è stata Siena a partire forte: Eze e Sanikidze dominano le plance, gli esterni corrono e Cantù non trova soluzioni contro le lunghe braccia dei biancoverdi che a fine primo quarto conducono 16-25. Ma nel secondo quarto comincia ad emergere la prima differenza tra la Siena imperiale delle ultime stagioni ed il nuovo progetto: dalla panchina non si alzano Kaukenas e Lavrinovic ma Kangur e Kasun. Tyus e Cusin iniziano a prendere le misure e a fine primo tempo lo svantaggio si dimezza: 37-42. Siena inizia a traballare ma la continuità di Sanikidze e le folate di Hackett la tengono avanti.

Nel terzo quarto i toscani partono malissimo: non segnano per i primi due minuti, mentre dall’altra parte del campo Markoishvili si scatena e, con otto punti nei primi sette minuti, suona la carica ai suoi, seguito dalla verve agonistica di Tyus e dall’improvviso risveglio di Brooks, abulico nel primo tempo. I senesi vengono superati a fine periodo: 59-57. Resta in gara, a parte il solito Sanikidze, il play Brown che dimostra leadership e una buona mano, pur se con troppe palle parse (sette alla fine).

Nell’ultimo periodo ecco emergere un altro limite negli ultimi anni sconosciuto a Siena: il carattere. Nonostante Cantù perda lucidità, riesce a conservare il vantaggio anche dentro la burrasca degli ultimi minuti conquistando tutti i palloni vaganti, tutti i rimbalzi e sporcando ogni azione dei toscani. Esattamente quelle caratteristiche che hanno reso grande Siena nelle finali giocate negli ultimi e gloriosi anni. La gara la chiudono Tyus, Brooks e Markoishvili che piegano a colpi di schiacciate, rimbalzi e tiri da fuori le residue resistenze dei soli Brown, Hackett e Sanikidze. La storia del campionato è tutta da scrivere: ma Cantù sembra già pronta per lottare da protagonista. Siena si vedrà.

Daniele Leone

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