Barclay Oudersluys, il “Forrest Gump reale” corre per beneficenza

Atleta navigato e fan del personaggio interpretato da Tom Hanks, Barclay Oudersluys sta attraversando gli Stati Uniti di corsa, motivato da una nobile causa

barclays

Barclay Oudersluys, il Forrest Gump “reale” che corre per beneficenza, è già a metà del suo percorso. Attraverserà gli Stati Uniti

Barclay Oudersluys è un 23enne cittadino statunitense con una smodata passione per Forrest Gump, il popolare protagonista dell’omonimo capolavoro del cinema interpretato da Tom Hanks. Fin qui, direte voi, niente di speciale, quel film ha registrato incassi da record e di fan ne ha milioni sparsi per il mondo. Vero, però Barclay ha deciso di distinguersi dagli altri, forse convinto del fatto che per amare veramente Forrest Gump avrebbe dovuto essere realmente come lui. Così, il 9 maggio scorso ha dato il via ad una particolare sfida personale:  attraversare di corsa gli Stati Uniti in cento giorni.

CORRERE PER BENEFICENZA – Attenzione però, perchè dietro questa poco rilassante “passeggiata” c’è un progetto più che nobile: l’obiettivo finale di Barclay è la raccolta di 10mila dollari da donare alla “Hall Steps Foundation“, organizzazione no-profit fondata nel 2009 da Ryan e Sara Hall che si occupa di micro-credito in Africa orientale, per la costruzione di un pozzo in Mozambico.

CORRIDORE NAVIGATO, MA ATTENZIONE - L’impresa tuttavia non è stata scelta a caso, perchè Barclay Oundersluys ha alle spalle anni di esperienza spesi tra triathlon e maratone, anche se questa volta deciso veramente di puntare ad una gara di tutt’altro livello. Una corsa che inizia alle 6 del mattino, e che ogni giorno lo porta a percorrere circa cinquanta chilometri, partendo dalla California con l’obiettivo di arrivare fino in Maine. Una vera e propria avventura, che potrebbe però avere serie controindicazioni. «Da un punto di vista medico, non abbiamo così tanta consapevolezza di cosa possa fare – ha dichiarato  Paul Thompson, specialista in medicina sportiva e primario del reparto di cardiologia all’ospedale  Hartford in Connecticut – perchè non ci sono tante persone in grado di realizzare una cosa del genere. Dal momento che non è una gara – ha proseguito – il ritmo tenuto da Oudersluys può essere più lento, riducendo così i danni ai muscoli e la tensione del cuore».

Carlo Perigli

 

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