Banksy a New York, riparte la caccia allo street artist più famoso al mondo

La vendita a Central Park

La vendita a Central Park

New York – Con la frase pubblicata ieri nel suo post, lo street artist inglese Banksy aveva fatto tremare tutti i suoi fan. Il progetto Better out than in, lanciato agli inizi di ottobre con il fine di trasformare la città di New York nella sua personale tela, sembrava essere stato interrotto. Nel blog in cui il writer pubblica le opere realizzate durante questa operazione, tutte accompagnate da un’audioguida 2.0, era assente l’opera di giovedì 23 ottobre. A destare qualche preoccupazione però, non era la semplice assenza, ma la comparsa di una scritta nera su sfondo bianco che recitava “today’s art has been cancelled due to police activity”(l’opera di oggi è stata cancellata a causa dell’attività della polizia).

Non è una novità infatti che le autorità newyorkesi abbiano dichiarato guerra all’artista, che già da diversi giorni è divenuto uno dei sorvegliati speciali della polizia della Grande Mela. Non si tratta di accanimento personale, la città ha infatti creato un’apposita squadra dedita ad indagare e arrestare gli street artist già nel 1980. Il giro di vite più recente è arrivato però solo alcuni giorni fa dal sindaco Bloomberg, che ha palesato il desiderio di usare il pugno duro contro Banksy poiché “rovina la proprietà privata”. «La mia definizione di arte non è quella di rovinare la proprietà privata o quella dello Stato. E la legge mi dà ragione», ha proseguito il primo cittadino newyorkese.

Fortunatamente non tutti la pensano come Bloomberg. È il caso del proprietario di un palazzo a Williamsburg, su cui Banksy ha disegnato due donne giapponesi che camminano su una volta di mattoni divenuta, per l’occasione, un ponte. Per proteggere il pezzo, sono stati assoldati dei guardiani che la sorvegliano 24 ore al giorno.

Non è chiaro cos’abbia fermato l’artista, alcuni pensano ad un arresto, altri all’ennesima trovata di marketing. Nonostante le controversie che creano con la polizia, le opere del writer hanno raggiunto un valore di mercato di migliaia di dollari. Una dei suoi più famosi murales, quello con gli attori di Pulp Fiction che stringono banane anziché pistole, recentemente rimosso, sembrava aver raggiunto il valore di circa 400 mila euro. Una promozione d’immagine è stata quella effettuata solo qualche settimana fa ai limiti di Central Park, dove l’artista aveva situato una bancarella in cui vendere riproduzioni e poster da molti considerati copie non originali. Per un solo giorno Banksy ha messo in vendita a poche decine di dollari le sue opere, firmate. L’originalità dei lavori è stata svelata solo il giorno seguente con un video in rete.

L'opera del 24 ottobre

L’opera del 24 ottobre

Non sono molte le informazioni sull’artista: non se ne conosce né il nome né il volto. Pare sia nato a Bristol, in Inghilterra, attorno al 1974 e che abbia iniziato a realizzare graffiti all’inizio degli anni Novanta con un gruppo di artisti underground della città. Da allora ha girato il mondo per portare la sua arte e il suo messaggio nelle strade di innumerevoli città. La sua notorietà è cresciuta in maniera esponenziale dal 2005, anno in cui realizzò nove graffiti sul lato palestinese del muro che divide Israele e Cisgiordania. Bambini che perquisiscono poliziotti e ragazzi che lanciano fiori come se fossero pietre sono solo alcuni dei soggetti ricreati. Altre sue opere molto conosciute sono quelle realizzate nel 2008, sulle case semidistrutte e abbandonate a New Orleans dopo l’uragano Katrina. Poi a diventare la sua tela sono state città dell’America, dell’Australia, del Canada, dell’Inghilterra, della Francia, di Israele, della Giamaica, della Palestina e anche dell’Italia.

Ad ogni modo i fan possono tirare oggi un sospiro di sollievo, nessun arresto ancora sembra aver avuto luogo: puntuale come sempre Banksy ha pubblicato nel suo blog l’opera di ieri, giovedì 24 ottobre, a New York con l’indicazione del quartiere in qui è stata realizzata. Sulla serranda di un celebre locale di spogliarello, lo Hustler Club a Hell’s Kitchen, troviamo un uomo in abito elegante in attesa forse della sua amata, con un mazzo di fiori ormai rovinato. Ad accompagnare la foto nel blog due frasi: “Aspettando invano all’ingresso del locale”. Riparte quindi la caccia al tesoro per trovare le creazioni del writer che continua a stregare il mondo con murales e installazioni da cui traspare spesso un messaggio di critica alla società, ma che invece è tanto amato dai suoi fan.

Chiara Zanchetta

@ZanchettaC

Foto via 2hjf9a2dz967u.cloudfront.net/rich/rich_files; assets.nydailynews.com/polopoly; .bp.blogspot.com

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews