Banda larga. Agcom e Antitrust concordano: la fibra ottica è una priorità

banda larga fibra ottica

‘Un’esigenza nazionale’. Così Agcom e Antitrust definiscono lo sviluppo della fibra ottica (Tmnews.it)

Roma – Conclusa l’indagine dell’Autorità delle Comunicazioni congiunta con l’Antitrust sulla situazione delle reti a banda larga e ultra-larga da introdurre e incentivare in Italia. Secondo il parere degli organi preposti, la banda larga è «un’esigenza prioritaria» per la competitività del Paese, tale che lo Stato deve pianificare e rendere effettivo un progetto nazionale per il suo sviluppo.

L’ANALISI - Le Authority continuano: «Le realizzazioni delle reti in fibra ottica devono essere riconosciute come un’esigenza prioritaria per la competitività dell’intero sistema economico e per la crescita, che impone la definizione di un’attenta politica pubblica».

Secondo Agcome e Antitrust, dunque, «appare fondamentale la definizione di un piano strategico per lo sviluppo che individui in maniera organica le aree di intervento, semplifichi le relazioni tra i diversi decisori coinvolti, concentri le risorse pubbliche in pochi e chiari obiettivi, e svolga una pianificazione degli interventi sulle infrastrutture compatibili con le dinamiche concorrenti».

Questo, si legge ancora nell’analisi, «al fine di ridurre le incertezze che possono gravare sulle scelte di investimento degli operatori privati, rallentando lo sviluppo delle infrastrutture».

I PRO E I CONTRO – Il disegno delle Authority suggerisce, quindi, la creazione di un operatore puro a investimento pubblico e privato, favorito – quest’ultimo – da sgravi fiscali peraltro già indicati nello Sblocca Italia. Particolare, questo, essenziale per attirare operatori privati al momento poco interessati al progetto.

La ragione è economica. I costi per la produzione di un’opera così complessa sarebbero «irrecuperabili» e non coperti da una domanda che in Italia rimane bassa. Eppure le possibilità di sviluppo sarebbero promettenti, dicono le Authority, anche in ragione della vigilanza e della collaborazione di Agcom e Antitrust.

Dunque, il totale «rinnovamento delle infrastrutture», potrebbe aprire nuove possibilità di mercato nello sviluppo dei servizi «video online» o nella digitalizzazione della pubblica amministrazione al fine di snellire burocrazia e costi aggiuntivi. Un punto fondamentale per la trasformazione dell’assetto italiano da economia dei consumi ad economia dei servizi.

Perciò, Agcom e Antitrust sono concordi nel ritenere che tocchi allo Stato stimolare il progetto e la concorrenza degli operatori intorno ad esso attraverso l’introduzione di fiscalità agevolate, ma anche con voucher, sovvenzioni e incentivi per famiglie e imprese.

Chantal Cresta

 

 

 

 

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