Banche, Renzi risponde alle accuse di Letta

Enrico Letta (www.primopianomolise.it)

Enrico Letta (www.primopianomolise.it)

Roma  - La polemica sul decreto salva banche continua e viene alimentata da un nuovo protagonista: Enrico Letta. Intervistato da Giovanni Floris all’interno della trasmissione Dimartedì, l’ex premier non ha risparmiato critiche al suo ex compagno di partito. Matteo Renzi stamani ha subito risposto e intanto la settimana prossima si voteranno varie sfiducie, una al governo e una al ministro Boschi.

ENRICO LETTA E  QUEI «DUE PESI E DUE MISURE» – L’ex premier non ha perso l’occasione per tirare le orecchie a chi tranquillizzandolo gli rubò il posto di quarta carica dello stato. Dopo una prima difesa d’ufficio da parte del democristiano, quando afferma «se fossi in parlamento voterei convintamente contro la mozione di sfiducia e voterei quindi per evitare le dimissioni del ministro Boschi», dalla seggiola di Paris Science Po arriva la bordata: «Certo questa vicenda penso sarà servita e Matteo Renzi avrà cambiato idea rispetto alle tante volte che ha avuto nel passato, prima di diventare Presidente del Consiglio, atteggiamenti molto diversi, usando due pesi e due misure e una specie di moralità a intermittenza». Questa tipo moralità potrebbe essere segnalata ricordando un altro ministro centrista, Maurizio Lupi, costretto alle dimissioni anche li per questioni di opportunità politica.

 Matteo Renzi alla Leopolda (www.huffingtonpost.it)

Matteo Renzi alla Leopolda (www.huffingtonpost.it)

LA RISPOSTA DEL PREMIER – Da buon democristiano Letta al posto di Renzi avrebbe difeso i suoi sempre e ammonisce chi un tempo consigliava di non farlo e adesso fa il contrario. Ma Matteo Renzi è sempre molto sensibile alle dichiarazioni dell’ex premier, nonostante tra i due non corra buon sangue e non vi sia stima reciproca. La risposta è arrivata stamani, con la solita foga e meno tranquillità del solito: «Lupi si è dimesso perché ha ritenuto di non poter continuare ed io lo apprezzo – ha detto il premier -. Qui il tema è se per la Boschi c’è il conflitto di interessi e per noi non c’è». Renzi ha inoltre detto che voleva votare subito la fiducia ma che purtroppo si voterà la settimana prossima. Il premier a RTL afferma che «La commissione d’inchiesta chiarirà le responsabilità degli ultimi 10 anni. Noi non c’eravamo mentre ci sono partiti che si sono fatte le banche, ci sono state realtà pazzesche. Noi abbiamo deciso meno poltrone, meno Cda, non guardiamo in faccia nessuna». Poi ammette che «bisognerebbe fare un monumento a chi ha pensato al decreto». E chi l’ha pensato questo decreto? Era lui a conoscenza di altre possibili soluzioni?

LO SHOW STERILE - Il premier parla anche di un tentativo di trasformare il dibattito parlamentare in uno show. Ma questa probabilmente non è una cosa nuova, l’importante è che non si distolga lo sguardo sulle responsabilità degli amministratori delle banche e soprattutto sui regolatori consenzienti. 

 

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