Ballottaggio in Uruguay: comunque vada, non sarà più Mujica

Sarà il turno suppletivo a decidere chi governerà l'Uruguay per i prossimi cinque anni. In entrambi i casi, termina qui l'avventura di 'Pepe' Mujica

uruguay

Il Frente Amplio è in vantaggio nelle elezioni in Uruguay. Soddisfatto il presidente uscente Mujica, che chiude così la sua esperienza come carica più alta dello Stato (foto: italianpost.info)

Non è ancora tre su tre, ma probabilmente lo sarà. Dopo il trionfo in Brasile e Bolivia, la sinistra sudamericana raggiunge un ottimo risultato anche alle elezioni legislative e presidenziali in Uruguay, ma dovrà superare l’ostacolo del ballottaggio, previsto per il trenta novembre, prima di poter, eventualmente, cantare vittoria.

‘BUONA’ LA PRIMA – I risultati della prima tornata elettorale hanno comunque premiato il candidato del Frente Amplio, il partito del Presidente uscente Mujica, il settantaquattrenne Tabarè Vasquez, già presidente dell’Uruguay tra il 2005 e il 2010, che ha ottenuto il 46% dei voti. A sfidarlo sarà l’esponente del centrodestra Luis Lacalle Pou, candidato del Partido Nacional, vera sorpresa di queste elezioni, ma ‘sconfitto’ al primo turno, considerato il 32% ottenuto.

AIUTI ESTERNI – Tuttavia, la gara è da considerarsi apertissima, soprattutto in seguito all’appoggio dato da Pedro Bordaberry, candidato del Partito Colorado, nei confronti di Lacalle Pou. Il 13% dei voti ottenuti dal figlio dell’ex dittatore uruguayano rappresentano il bacino di voti necessario al candidato dell’opposizione per ridurre il gap con Vasquez, ed arrivare a giocarsi il ballottaggio da una posizione di leggero vantaggio.

UN PAESE IN CRESCITA – I risultati ottenuti al primo turno dal candidato del Frente Amplio rappresentano indubbiamente il risultato del lavoro portato avanti in questi ultimi cinque anni da Josè Mujica, sotto la cui presidenza l’Uruguay ha conosciuto un forte periodo di sviluppo economico e di conquiste sociali. Nel primo campo, notevole l’incremento del Pil, che nel Paese sudamericano cresce senza sosta dal 2002, e che nel 2013 ha raggiunto un +4,4%. Diminuita la disoccupazione, che si è assestata attorno al 6% della popolazione, il tasso di povertà, sceso di un terzo tra il 2006 e il 2013, e l’inflazione, stabile ormai intorno all’8%.

CONQUISTE SOCIALI – Nel campo dei diritti sociali, le riforme adottate dal 2009 hanno portato il Paese ad essere tra i più avanzati del Sud America. Sotto la Presidenza Mujica, i programmi di assistenza sociale hanno trovato nuovo vigore, e sono state approvate leggi relative ai matrimoni omosessuali, alla legalizzazione della cannabis, e all’aborto. Quest’ultima in particolare ha reso l’Uruguay il secondo Paese sudamericano, dopo Cuba, a dotarsi di una legge in tal senso. Una serie di riforme che in qualche modo hanno ripreso l’antica tradizione del Paese, interrotta durante il periodo della dittatura,  quale pioniere dei diritti sociali nel sub-continente.

uruguay2

Il candidato del Frente Amplio, Tabarè Vasquez (foto: sardiniapost.it)

‘RIVISITAZIONE’ O CANCELLAZIONE – Tuttavia, queste elezioni presidenziali potrebbero, a prescindere dal risultato, dare un colpo d’ascia ad alcune delle sopracitate misure, in particolare per quanto riguarda la cannabis, l’aborto, e il matrimonio omosessuale. E se è da considerarsi certo che un passo indietro ci sarebbe in caso di vittoria di Lacalle Pou, l’esito potrebbe non essere diverso qualora a spuntarla fosse Vasquez. In materia di aborto in particolare, l’ex Presidente pose già il veto ad una legge in tal senso durante il suo mandato, e ha comunque ribadito di recente che i tre temi vanno valutati criticamente, non escludendo una nuova regolamentazione.

PROGRAMMA NEOLIBERISTA – Dal punto di vista economico, se da un lato Vasquez ha espresso la ferma intenzione di continuare sul sentiero tracciato da Mujica, totalmente opposta è la strada che l’Uruguay intraprenderebbe qualora a spuntarla fosse Lacalle Pou. Il candidato della destra ha già fatto intendere di voler rivedere tutti i piani di inclusione economica e sociale portati avanti da Mujica nei quattro anni di Presidenza, puntando su una maggiore apertura al capitale privato.

POLITICA ESTERA – Sebbene in parte secondaria durante la campagna elettorale, il ballottaggio sarà indubbiamente un crocevia per la politica estera dell’Uruguay. Sotto la presidenza Mujica il Paese ha sviluppato un nuovo corso, individuabile in una stretta collaborazione con Brasile e Argentina, una forte vicinanza con il Venezuela chavista, e un ruolo di primo piano sia nel Mercosur che nell’Unasur. Ironia della sorte, la ricollocazione dell’Uruguay in campo internazionale, portata avanti dall’ex Presidente, rappresentava un deciso cambio di rotta  rispetto ad un progetto di accordo di libero scambio caldeggiato proprio da Vasquez, ora candidato a succedere a Mujica. Ma se con la vittoria del Frente Amplio l’esito non è sicuro, considerato che la coalizione al suo interno viaggia su un delicato equilibrio, la vittoria di Lacalle Pou rimanderebbe le lancette indietro, riavvicinando l’Uruguay al mondo capitalista. Se le differenze rispetto al periodo del ‘Presidente tupamaro‘ saranno piccole o grandi, sarà il Paese a deciderlo, ma una cosa è certa:  comunque vada, Mujica non ci sarà più.

 
Carlo Perigli
@c_perigli

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews