Ballottaggio. Livorno a M5s: stroncati Renzi e i comunisti

I due candidati sindaco a Livorno, Ruggeri (Pd) e Nogarin (M5S)

I due candidati sindaco a Livorno, Ruggeri (Pd) e Nogarin (M5S)

Se fosse stata una partita di calcio, nessuna espressione sarebbe più azzeccata del famoso “Clamoroso al Cibali”. Per la prima volta nella storia, la rossa Livorno non avrà un sindaco di sinistra e la sconfitta del Pd, nel ballottaggio per le Amministrative, ha il sapore dell’incredibile. Ha vinto in extremis Filippo Nogarin, del M5S, un ingegnere aerospaziale che ha compiuto un’impresa con la I maiuscola, perché espugnare una città importante come Livorno non è proprio da tutti i giorni. Resta ora nell’aria una domanda: com’è possibile che il Pd dei record elettorali, abbia perso proprio in una delle sue principali roccaforti? Come può la sinistra con le percentuali più alte di sempre, perdere in una città dove la parola “destra” non è mai esistita? Forse la risposta non è poi così complicata.

VOTO DI PROTESTA DECISIVO - Per onestà intellettuale è necessario porre subito una precisazione: a Livorno non ha vinto il M5S, a Livorno ha perso prima di tutto il Pd. Apparentemente potrebbe sembrare la stessa cosa ma non è così. Il partito dem aveva tutte le carte in regola per vincere nella sua città, ma il mescolarsi di diversi fattori ha finito per confezionare una sconfitta senza precedenti. Il cosiddetto “voto di appartenenza”, che ha permesso alla sinistra di stravincere per decenni a Livorno, questa volta si è dovuto arrendere dinanzi a uno storico “voto di protesta”. Così, il pentastellato Filippo Nogarin, con il 53,1% dei consensi, ha vinto la sua sfida contro Marco Ruggeri (46,9%) proprio grazie a questo voto di protesta, giunto dall’estrema sinistra, ma anche da Forza Italia, da Lega e da Fratelli d’Italia.

NESSUN EFFETTO RENZI - Il problema è che a Livorno l’effetto Renzi ha agito al contrario. Già, perché mentre in quasi tutta Italia il rinnovamento del Pd ha saputo riconquistare elettori delusi e strappare consensi anche al centrodestra, a Livorno questa nuova segreteria ha sempre spaventato. Il motivo è semplice: qui la maggior parte delle persone è sempre rimasta fortemente tradizionalista e legata a una concezione di comunismo che forse non esiste più. Negli anni della Guerra Fredda, Livorno è stata la città più devota al Pci, sempre attenta a schierarsi contro la Dc, il capitalismo e pronta a lasciare i dogmi dalla Chiesa sull’uscio cittadino. Qui per anni si è fatto il tifo per l’Urss, per la lotta di classe, per Palmiro Togliatti. Insomma, Renzi, homo novus del centrosinistra, è ciò di quanto più lontano da quest’ambiente. E allora, come si può fare il tifo per un segretario così cattolico, per uno che si è formato culturalmente in quegli ambienti democristiani, che sono stati, per oltre quarant’anni, opposti a quelli del Pci?

Il nuovo sindaco di Livorno, Filippo Nogarin

Il nuovo sindaco di Livorno, Filippo Nogarin

LIVORNO A M5S - Se la sinistra radicale avesse canalizzato i suoi voti su Ruggeri, Nogarin non avrebbe mai vinto. E invece ha preferito votare per il M5S o rimanere a casa, condannando a morte elettorale il Pd. Ecco allora perché la sconfitta è solo, esclusivamente, un prodotto della sinistra. Badate bene: ciò non significa che l’impresa del cittadino pentastellato debba essere sminuita. Anzi, chapeau per il risultato e auguri di buon lavoro al nuovo sindaco. Ma è innegabile che la vittoria del M5S sia frutto di quella sinistra intransigente, che ha deciso di lanciare un chiaro messaggio di bocciatura per Renzi. D’altronde parliamo di persone che alla fine degli anni Settanta misero in discussione la segreteria di Enrico Berlinguer, per il solo fatto di aver paventato l’ipotesi di “compromesso storico” con la Dc di Aldo Moro. Vuoi allora che non venga messo in discussione Renzi?

NOGARIN: UN NUOVO PIZZAROTTI? - Per il M5S questa vittoria è ossigeno. Dopo le Europee, mezza Italia celebrava il funerale politico del MoVimento di Beppe Grillo. E invece, contro ogni pronostico, ha strappato alla sinistra forse la città più importante. Dopo la vittoria di Pizzarotti a Parma, quindi, il M5S avrà un altro capoluogo da amministrare, da gestire in prima persona. Una nuova occasione per fare le ossa e per dimostrare agli italiani che i grillini sono persone capaci e responsabili. Resta da vedere se Nogarin avrà maggior fortuna rispetto a Pizzarotti o se anche lui pagherà lo scotto della poca esperienza, che oggigiorno mettono il dissidente “Pizza” nell’elenco dei sindaci meno amati dagli italiani (e dai grillini stessi).

Davide Iandiorio
@d_iandi

foto: ansa.it; ilpost.it; lanazione.it

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