Avellino, cinema Eliseo. Nuove adesioni e azionariato popolare

Cinema Eliseo Avellino

Il raduno per il sit-in presso il cinema Eliseo di Avellino

AVELLINO – Nella serata di ieri, mercoledì 9 gennaio 2013, alle ore 18:00, si è tenuta una seconda riunione collettiva di associazioni culturali e liberi cittadini nelle adiacenze dell’ex cinema Eliseo di Avellino con l’obiettivo di fare il punto della situazione e stabilire azioni concrete riguardo la fulminea necessità di dimostrare l’agibilità e la funzionalità di una delle più importanti strutture cittadine (per l’Europa “attiva” dal 2006: nei fatti ben altro).

Fa onore alla città e a chi la vive (anche a speranzosa distanza) veder concretizzarsi effettivamente la fondamentale intenzione comune di non permette a qualsivoglia causa di forza maggiore o minore di calare il sipario o tacere ingiustificabilmente su un argomento di principale rilevanza. Nel corso della seconda assemblea pubblica, dunque, si è constatato, stando alle parole di Andrea D’Alessandro del collettivo EleMenti, «la voglia di andare avanti c’è», anzi «c’è addirittura la disponibilità di assumersi un impegno finanziario per consentire la riapertura dell’edificio. Si è pensato addirittura ad un abbonamento al buio per la prima stagione dell’Eliseo e abbiamo la certezza di un riscontro positivo. Questa struttura, tra ventiquattro giorni, sarà riaperta e sarà la Casa del Cinema di Avellino».

Confermando, dunque, la solida intenzione di occupare la struttura all’esatto scattare del termine previsto per indagini e inchieste (il 3 febbraio 2013, pur tentando di inizializzare qualcosa che non sia solo una mera e comunque complicata autogestione), l’idea basilare è quella di raccogliere fondi personali nel tentativo di raggiungere una consistente cifra portante utile all’attuazione delle idee progettuali più alla portata istantanea. Secondo Anna Coluccino, promotrice dell’appello al quale stanno continuando ad aderire centinaia di persone, tra cui anche e soprattutto esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo come, tra gli altri, proprio in queste ore, anche il regista Ettore Scola e il fumettista Staino, «dopo quattro generazioni in lotta per l’Eliseo, sentiamo che questo è il nostro momento di vincere la battaglia. C’è la forte volontà di avviare un progetto comune di riappropriazione della struttura. Vogliamo assumerci la responsabilità di gestirlo, interfacciandoci anche con l’amministrazione. Vogliamo incontrare il Commissario Cinzia Guercio e il Procuratore Di Popolo per avviare un piano produttivo collettivo». Emerge però un dato di fatto importante: «Serve la partecipazione dei privati – spiega stesso la Coluccino – Solo così potremo far nascere un centro di produzione culturale. Un progetto ambizioso che potrebbe assicurare obiettivi ambiziosi, come quello di fornire lavoro ai giovani del luogo, troppo spesso costretti a emigrare pur di cercare un futuro».

Al momento, quindi, ogni singolo presente alla riunione di ieri sera ha fornito la propria disponibilità a progettare, inizialmente, un evento da mettere in atto proprio il 3 febbraio, giorno dell’occupazione decisiva, elemento che dovrà essere motore e catalizzatore di ulteriore progetti aventi, come obiettivo principale, una sostanziale raccolta fondi. Prevista, tra le tante altre cose, anche una class action nei confronti dei responsabili del malgoverno cittadino legato alla vicenda dell’ex Eliseo.

Stesso nella giornata di ieri, tra l’altro, sulla sua pagina Facebook, proprio il collettivo EleMenti ha invitato tutti a consultare, tramite sito internet comunale, la delibera numero 80 risalente all’8 luglio del 2011, all’interno della quale, effettivamente, è possibile riscontrare una certa “anomalia” legata, sostanzialmente, agli indirizzi di utilizzo proprio della struttura dell’ex cinema Eliseo, di fatto incentrata sull’elencare e specificare costi di gestione eccessivamente alti non scegliendo, quindi, di impostare il tutto su di una concreta possibilità di accordo condiviso e fattibile.

Cristiano Godano, leader dei Marlene Kuntz

Citavamo l’appello e le rispettive centinaia di adesioni. Bisogna aggiungere che proprio ieri, quello che quasi certamente è il miglior quotidiano di Avellino e provincia, il giornale on line Il Ciriaco (www.ilciriaco.it), ha pubblicato, con firma Rosaria Carifano, un’intervista nientemeno che a Cristiano Godano, voce, chitarra, paroliere e leader del noto gruppo rock italiano Marlene Kuntz, da sempre molto attivo in difesa del concetto stesso di cultura a livello nazionale (si veda, tra le tante altre iniziative, l’importanza morale e, perché no, concreta del suo blog personale presso il sito internet del Fatto Quotidiano) e in procinto di raggiungere Atripalda, comune subito adiacente al capoluogo irpino (anzi sua primordiale origine: la storica Abellinum) per presentare, anche se a distanza di qualche anno dall’uscita, in terra irpina il suo primo libro di narrativa I vivi presso il locale Chromazone Club, appuntamento previsto per sabato 12 gennaio alle ore 22:00.

È, dunque, proprio il leader dei Marlene Kuntz a supportare l’indignazione irpina con altrettanta indignazione professionale, nel suo caso anche abbastanza esperta nell’ambito del settore di riferimento: «È semplicemente vergognosa la poca lungimiranza con cui è stata trattata la struttura dell’ex Eliseo da chi di dovere. Chi fa parte della mia categoria deve mettere a disposizione la sua popolarità per esprimere tutta la solidarietà possibile a chi sta portando avanti questa battaglia».

«Purtroppo – prosegue Godano – la poca sensibilità in ambito culturale è un problema che accomuna l’Italia intera. Non si riesce a capire che bisogna investire energie e risorse, e che è da qui che può ripartire la crescita del Paese. Quando guardiamo a quelle nazioni dell’Occidente che sono un esempio per il mondo intero, non ci curiamo di come trattano la cultura, ed è per questo che noi italiani restiamo sempre fuori dai giochi. Ben vengano, quindi, questi segnali forti dei cittadini. Dove ci sono belle energie, ne vale sempre la pena agire».

(Foto: mattatoio5.it / piueconomia.it)

Stefano Gallone

@SteGallone

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