Avellino, cinema Eliseo: appello al mondo della cultura

incendio cinema eliseo AvellinoAVELLINO – In seguito al già delucidato accadimento relativo all’incendio doloso dell’ex cinema Eliseo di Avellino risalente allo scorso 2 gennaio, nonché successivamente al ritrovo di associazioni, ex forze politiche e cittadini indignati proprio nei pressi della struttura col sospirato fine di darsi un accordo collettivo, sembra che i primi risultati, almeno concretamente attendibili in senso di prospettive future non lontanissime, stiano alimentando il vero cantiere: quello delle risorse civili e culturali.

In questo preciso istante, in primis, ci si trova nel terzo giorno del particolare calendario affisso alle porte della struttura irpina: si tratta, in sostanza, di un cartellone steso dall’insieme delle stesse associazioni in campo per una comune lotta a giusta causa, il quale, su di esso, riporta il numero di giorni esatti utili al chiarimento burocratico delle azioni da compiere prima di poter avere la possibilità concreta di riparare al danno e provvedere ad una pronta (ri)apertura del maggior punto di riferimento culturale dell’intera città di Avellino.

Si tratta, insomma, di una specie di “tregua” vigilata che la cittadinanza avellinese ha deciso di concedere alle istituzioni soprattutto locali per lasciare precisamente il tempo necessario (all’incirca un mese) all’attuazione dei dovuti accertamenti del caso tra magistratura, forze dell’ordine e quanto altro di così principale importanza. Ogni giorno trascorso, dunque, equivale ad una sonora “X” sul numero equivalente, netto simbolo delle intenzioni di “ultimatum” che, a quanto pare, alimentano l’insieme delle associazioni culturali del capoluogo irpino: lo slogan “da oggi ce ne occupiamo noi”, insomma, vorrà pur dire qualcosa nella sostanza.

E infatti l’intenzione di occupare l’ex cinema Eliseo di Avellino non sarebbe una pensata né sciocca né proibitiva, anzi doverosa soprattutto dal momento in cui si sono deliberatamente chiamate in causa, per l’ennesima vitale volta, personalità di rilievo nel contesto cittadino: Anna Coluccino (attrice teatrale e cinematografica nonché sceneggiatrice, drammaturga e attivista dell’associazione EleMenti), che di fronteggiamento alle istituzioni non è affatto alle prime armi, si è resa protagonista della divulgazione di un importante appello ad istituzioni ed esercenti nell’ambito culturale, soprattutto relativo al settore dello spettacolo. Questo il suo monito: «Cari amici, colleghi, artisti, Maestri, vi domando con tutto il cuore un minuto di attenzione per raccontarvi una storia che credo appartenga a tutti voi, anche se si svolge ad Avellino. Lo faccio perché intendo chiedervi qualcosa di molto importante: sostenere questa lotta così come avete fatto per quella del Teatro Valle [importante teatro occupato in Roma, ndr], con l’ex Asilo Filangieri, con Macao. In una città come la nostra il vostro sostegno può diventare decisivo; una piccola città come la nostra potrebbe rifiorire in pochi mesi se avesse – finalmente – l’occasione di riappropriarsi di uno spazio di cultura, impegnandosi a gestirlo in maniera professionale, aperta, seria, indipendente, creativa. Anche noi ci meritiamo il nostro spazio indipendente, e – per questo – vi chiediamo aiuto».

incendio cinema eliseo AvellinoSegue, nella nota della Coluccino, l’intera e dettagliata storia della struttura in relazione a quella della città. Poi ancora: «L’apertura dell’Ex Eliseo è stata sempre annunciata e mai realizzata. Per l’Europa, quel posto è aperto dal 2006. Dopo l’incendio, rischiava di non riaprire mai più, ma fortunatamente la città si è in parte svegliata. Ora però ci aspetta una sfida durissima, e abbiamo bisogno di tutto il sostegno e la visibilità possibile. Il vostro ruolo può essere fondamentale. E vi prego davvero di aiutarci. Un vostro sostegno sulla questione (che sia un comunicato scritto, un video di sostegno o la presenza fisica nel giorno in cui abbiamo annunciato l’ingresso nella struttura: il prossimo 4 febbraio) potrebbe rivelarsi decisivo al risveglio delle coscienza e importantissimo perché i cittadini capiscano e si convincano che si può fare, che anche Avellino può avere il suo Teatro Valle. E’ tutto quello che vi chiediamo: prendetevi cura – insieme a noi – di questa questione. Regalateci 5 minuti del vostro tempo così come avete fatto per i succitati centri metropolitani».

La nota della Coluccino è molto precisa e dettagliata così come estremamente chiara: «In seguito all’incendio, abbiamo deciso di disconoscere qualsiasi autorità politica e – soprattutto – abbiamo dato 30 giorni di tempo alla scientifica (per fare i rilievi fisici) e alla magistratura (per togliere i sigilli). Dopodiché entreremo nella struttura e la restituiremo alla città».

La scadenza prevista prima dell’intenzionale occupazione è riferita al 4 febbraio 2013. Wake Up News, nella persona dello scrivente, Stefano Gallone, nato ad Avellino il 18 novembre del 1984, caposezione Cinema e Musica per il suddetto quotidiano online, intende (e prega tutti i lettori di) divulgare ulteriormente l’appello. Questo il link diretto al comunicato intero.

Stefano Gallone

@SteGallone

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