Avanti, Montalbano

Stasera su Rai1 l’ultima puntata de Il Commissario Montalbano, celebre serie nata prima romanzescamente dalla fantasia e dall’abilità letteraria di Andrea Camilleri. A distanza di anni da quelle che erano state annunciate come le ultime puntate, da lunedì 14 marzo stanno andando in onda quattro nuovi episodi, al seguito di altrettante nuove avventure scritte dall’autore siciliano: “Il campo del vasaio”, “La danza del gabbiano”, “La caccia al tesoro” e “L’età del dubbio”.

Quello che accomuna libri e fiction è l’immutato enorme successo di storie innanzitutto ben scritte e poi ben interpretate. Quello che piace nella serie televisiva ha molto a che fare con quanto sparso a piene mani da Camilleri nei suoi testi: il tratto, la pennellata, le storie che si fanno musicalità nella lingua, profumi nelle ambientazioni, ritratti perfettamente delineati negli attori anche comprimari, rumore di onde sulla spiaggia o silenzio di stradine barocche nelle scelte della fotografia. Non può non notarsi che la lentezza, il gusto del racconto, le trame sottilmente orchestrate, gli appelli all’intelligenza e all’intuito dello spettatore hanno impronta marcatamente letteraria.

Quello che non piace è leggere alcune recensioni secondo le quali in questi ultimi quattro episodi si rivelerebbe qualche sbavatura a livello della sceneggiatura e nei riferimenti a volte troppo criptici disseminati nello svolgersi degli eventi. In risposta a tali appunti basta forse ricordare il senso della misura entro il quale la serie si è sempre tenuta, scongiurando il rischio di passare dal pittoresco al bozzettistico o al colpo di maniera. Inoltre, non si capisce perché si debba andare a fare le pulci proprio a uno dei pochi prodotti di qualità presenti nel palinsesto televisivo.

In onda quindi questa sera “L’età del dubbio”, definita da Camilleri come “la più marina delle indagini di Montalbano”. L’abitudine alle bellissime presenze femminili, iniziata nella prima puntata con Belen Rodriguez e portata avanti anche nelle successive, continua in questo episodio con Isabella Ragonese nei panni di un’affascinante tenente. Il commissario ultimamente si è fatto più disinvolto con le donne - ma d’altronde la storica fidanzata Livia è ormai quasi solo telefonica – arricchendo l’evoluzione del personaggio di altri tratti.

Evoluzione voluta anche da Alberto Sironi, che come sempre ne firma la regia, e che ha pregi e capacità adatte all’impresa di tradurre in immagini la scrittura di Camilleri, mettendoci in più del suo.

Molto fa anche l’incredibile bravura di Luca Zingaretti, sempre perfettamente a suo agio da un punto di vista recitativo e da un punto di vista linguistico; il dialetto perfettamente cadenzato, la parola giusta al posto giusto e l’accento davvero impeccabile basterebbero da soli per riconoscere Zingaretti come uno dei migliori attori del panorama italiano.

A onor del vero va detto che gli altri personaggi non sono mai da meno; né i compagni storici di Montalbano, né i personaggi secondari che di puntata in puntata appaiono sulla scena e che provengono dai migliori teatri siciliani. Le protagonisti femminili, oltre che belle – lo si è detto poco sopra – si distinguono a loro volta per bravura; anche Belen Rodriguez – si rassegnino le invidiose – è apparsa giusta nel personaggio.

Per quanti a breve si sentiranno orfani di questo appuntamento, si segnala che da poco sono iniziate le riprese de “Il giovane Montalbano”, prequel degli episodi visti in questi anni. Nel ruolo ci sarà Michele Riondino e accanto a lui, protagonista femminile, Sarah Felberbaum. Sei gli episodi, che verranno trasmessi prossimamente – la data è ancora segreta – sempre su Rai1: “La prima indagine di Montalbano”, “Capodanno”, “Ritorno alle origini”, “Ferito a morte”, “Il quarto segreto” e “Sette lunedì”.

Insomma, avanti così Montalbano.

Marina Cabiati

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