Attenti all’E-book! Ecco come gli e-reader spiano i lettori

E-reader

C’era un tempo in cui il lettore faceva la corte ad un libro, sbirciava il quarto di copertina e, portandolo a casa, lo leggeva. Avidamente o con calma, perché ognuno ha i propri tempi e i spazi congeniali. Gli autori e gli editori non sapevano cosa accadesse quando il lettore si trovava a tu per tu con il suo libro. Lo finisce in mezz’ora? Legge tre o quattro pagine alla volta? Domande che non hanno mai avuto risposta.

Ma le cose cambiano e oggi gli strumenti di lettura digitali, gli e-reader, sono chiacchieroni e svelano dettagli privati della nostra vita da lettore: quante pagine leggiamo e in quanto tempo, quali frasi amiamo sottolineare, quale genere o titolo preferiamo. Quella che era un’attività prettamente solitaria è diventata nella sostanza pubblica e i dati arrivano in mano ad altri, a partire dalle grandi multinazionali dell’editoria. Le app dell’Ipad e del Kindle – prodotto Amazon – sono in grado di registrare quanto tempo viene impiegato per la lettura, ma non solo. Sapevate che le frasi più sottolineate sono quelle di Hunger games o di Orgoglio e pregiudizio? Lo rivela il tasto higlight del lettore Kindle.

Dati utilizzati a fini di ricerca e marketing: questa la risposta delle grandi aziende davanti alla ‘violazione’ della privacy del lettore, perché l’obiettivo è migliorare il prodotto e renderlo sempre più appetibile.

Barnes&Noble, il più grande venditore al dettaglio di libri negli Stati Uniti

Quello di Barnes & Noble è il caso più manifesto ed eclatante. Attraverso il suo e-reader, Nook, la società è in grado di studiare tutte le abitudini del lettore, conoscerne i tempi di lettura e il genere prediletto. Dalle statistiche è risultato ad esempio che la saggistica ha avuto una battuta di arresto e tende ad essere più facilmente abbandonata rispetto ad uno scritto di narrativa,  oppure che gli appassionati di fantascienza e love stories divorano le pagine più velocemente degli altri. Leggere l’inchiesta recentemente pubblicata dal «Wall Street Journal» è sufficiente per avere una visione più ampia di tutti i numeri che i signori dell’editoria e della distribuzione  hanno un tasca.

È palese che ci sia bisogno di più trasparenza e di norme per la privacy chiare, perchè non si tratta più di una semplice intervista telefonica o di compilare un questionario. I lettori devono essere informati del fatto che dati sensibili e abitudini ‘intime’ saranno usate per fini di ricerca. Scenari degni di 1984.

E pensare che una volta l’unico autore in grado di entrare in simbiosi, e quasi di spiarci, era Italo Calvino: «Prendi la posizione piú comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull’amaca, se hai un’amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giú, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce» (I. Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore).

Fabiana Valentini

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