Attacca anche Anonymous, guerriglia 3.0 contro l’Isis

E’ scattata l’operazione contro lo Stato Islamico di Anonymous. Si riaprono le polemiche: ambigui hacker fuorilegge o difensori della libertà?

1L’ #OpIsis continua. Anonymous – ormai celebre gruppo di Hacktivisti (da non immaginare però come omogeneo e definito) – ha sospeso o cancellato migliaia di account Twitter e Facebook, principali mezzi di reclutamento del Califfato islamico in Occidente. Sono stati inoltre tracciati indirizzi Ip (identificativo numerico di una connessione alla rete) e svelate le e-mail utilizzate dalla propaganda jihadista.

NEXT - È la seconda fase dell’operazione che il collettivo di hacker ha intrapreso per denunciare gli appartenenti alle schiere dell’integralismo islamico. Un video pubblicato su Youtube ha rivendicato l’hackeraggio, reazione annunciata dopo la strage di Charlie Hebdo. Il filmato comincia definendo il campo degli gli attivisti in modo da tracciare una posizione: «siamo musulmani, cristiani, ebrei, hackers, crackers, attivisti, agenti, spie, o anche solo il ragazzo della porta accanto. Siamo studenti, lavoratori, disoccupati, ricchi, poveri, giovani e vecchi, gay o etero. Apparteniamo a qualsiasi razza, nazione, religione o gruppo etnico. I terroristi che si definiscono Stato Islamico non sono musulmani». Continua spiegando di aver agito perché l’ISIS è un virus, e loro sono la cura. Mettono a disposizione – anche delle autorità – i dati hackerati e rubati ai proprietari, sospettati di fiancheggiare o sostenere l’Isis. «Siamo anonymous, siamo una legione, non perdoniamo e non dimentichiamo».

GIOCO DI RUOLO - Ancora una volta hanno assunto arbitrariamente il ruolo di cavalieri del web non sentendosi rappresentati dalla giustizia ordinaria, ma soprattutto rivendicano l’esercizio del controllo in nome di un’etica propria, principio – spesso con ragione – auto-evidente. Perpetrano la loro lotta scatenando cyberguerriglie per danneggiare comunicazioni e possibilità organizzative di associazioni o istituzioni colpevoli dei più disparati reati; una sorta di atto d’accusa formulato da una parte della società civile. Prediligono casi ignorati dagli organi preposti oppure scandali in cui questi sono direttamente coinvolti. Difensori non richiesti eppur spesso ben accolti da coloro che hanno subito torti di varia natura.

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POSIZIONI E AZIONI - Anonymous, nelle sue svariate sfaccettature, ha preso posizioni nette. Da quelle scontate a favore del filesharing online (questione Megaupload su tutte) all’oscuramento del sito di Trenitalia contro i ritardi reiterati e gli sprechi del TAV – tanto per precisione, Erri de Luca non ha commesso alcun reato. Attacchi contro Israele per i massacri palestinesi, al Ku Klux Klan in Missouri, al SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) per vendicare l’assoluzione degli agenti coinvolti nel caso Cucchi, alla Casaleggio associati – leggi Movimento 5 Stelle – divenuto il cancro che voleva combattere, alla Corte Costituzionale ungherese per aver in pratica eliminato il diritto alla ribellione. In linea di massima posizioni condivise dal cittadino critico medio, condannabili nelle modalità ma non nei contenuti. Inoltre esiste un ferreo regolamento interno che pone accanto all’aspetto tecnologico quello filosofico; il collettivo vive del confronto e della collaborazione delle sue anime attraverso chat e forum che permettono partecipazione e delibera etica. Ogni azione va condivisa e ben strutturata, basata su riflessioni profonde e mai impulsive, la meno frequente – quantomeno nella nostra contemporaneità, non me ne voglia il M5S – forma della rappresentanza democratica.

DUELLO - Ora, tralasciando la questione della legittimità del loro intervento – che pure pesa come un macigno su ogni nuova azione – bisogna ammettere che tale ruolo è assunto a causa di un’assenza colpevole delle istituzioni mondiali. Potremmo intenderli come un’immane associazione a tutela del consumatore-cittadino, difensori di ruoli e vicende universalmente note. L’anonimato, la segretezza e il potere sono il filo conduttore che lega le due facce di questo duello; gli stessi elementi che a seconda del loro possessore definiscono diverse problematiche. Se posseduti dalle istituzioni – di qualsiasi tipo e provenienza – hanno già ampiamente dimostrato di essere incontrollabili e pericolosi, se in mano a individui con spiccato senso della giustizia – sebbene sui generis – lo sono ugualmente. Ma quale dei due è più dannoso per la società?

Francesco Malfetano
@FraMalfetano

foto: www.newsagenda.it

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