Astenuti: veri protagonisti delle elezioni

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Roma – La campagna elettorale non é neanche ufficialmente cominciata (di fatto lo sarà dal 25 gennaio) ma i sondaggi già impazzano in ogni piattaforma. Ogni quotidiano ha il suo così come ogni telegiornale, trasmissione di approfondimento politico e sito internet. Si sparano percentuali e le si commentano in tutti i modi fino alla nausea. Berlusconi é sotto solo di quattro punti? In Lombardia chi vince? In Sicilia quanti senatori prende il Pd? Monti sarà decisivo per governare? Argomenti di conversazione interessanti come le teorie di Giacobbo a Voyager sul perché il 21 dicembre 2012 non é successo niente.

I politici e i giornalisti non si rendono conto che stanno parlando del nulla. Il vero problema non é la percentuale che prenderà questo o quel partito ma quanta gente andrà a votare. Lo dimostrano le elezioni regionali in Sicilia a cui hanno partecipato neanche il 48% degli aventi a diritto, il che vuol dire che più del 50% non si è presentato alle urne. Quindi risultò a dir poco ridicola la reazione di Pier Luigi Bersani per la vittoria di Crocetta: «per noi si tratta di risultati storici», come se il fatto che la maggioranza dei cittadini siciliani non sia andato a votare fosse una notizia incredibilmente positiva per la sinistra.

Se invece di concentrarsi solo sulle percentuale di partiti e coalizioni si dedicasse più tempo a chi dichiara di non votare allora i toni di tanti articoli e discorsi sarebbero molto diversi. La rilevazione quotidiana del 16 gennaio che SkyTg24 ha commissionato all’Istituto Tecnè afferma che gli incerti e quelli che non voteranno sono al 40,2%. Secondo il sondaggio Swg pubblicato l’11 gennaio la somma di indecisi e astenuti sarebbe del 33,5%. Comunque in calo rispetto al 43% del 7 dicembre scorso, ma in ogni caso una cifra enorme. Basti pensare che alle politiche del 2008 gli astenuti furono meno del 20%, nel 2006 meno del 17%, quando Berlusconi nel 1994 scese in campo meno del 14%. Cosa é successo? Perché sempre più italiani il giorno delle elezioni preferiscono restare a casa?

La motivazione principale é che non c’é una differenza sostanziale fra i partiti di destra e i partiti di sinistra. Naturalmente nel senso peggiore possibile: non si è notata una divergenza sostanziale fra i governi Berlusconi e i governi Prodi.

La destra ha depenalizzato il falso in bilancio, fatto il lodo Schifani, il lodo Alfano, la ex Cirielli, scudi fiscali, condoni tributari, edilizi e ambientali. La sinistra con la bicamerale di D’Alema ha provato (per fortuna fallendo) a riscrivere la Costituzione con Berlusconi, ha fatto la legge Treu che ha introdotto la flessibilità, cioé la precarizzazione a vita, del mercato del lavoro. Sono stati i primi con il ministro Luigi Berlinguer a regalare soldi alle scuole private, hanno fatto l’indulto, hanno voluto Mastella ministro della giustizia e hanno fatto la guerra alla Serbia. Nel 2011 il tesoriere Pd Ugo Sposetti fece una proposta, sottoscritta da 58 deputati di maggioranza e opposizione, per raddoppiare il finanziamento ai partiti.

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Rosario Crocetta

Entrambi hanno contribuito a far aumentare i rimborsi elettorali fra il 1999 e il 2008 del 1110%. La proposta del novembre scorso di posticipare i tagli all’assegno di fine mandato dei consiglieri alla legislatura successiva a quella in corso per le Regioni che siano in vita da almeno 4 anni era a firma Giuseppe Saro (Pdl) e Flavio Pertoldi (Pd). Dalla prossima legislatura lo stipendio dei presidenti delle Regioni, dei presidenti dei Consigli regionali e degli assessori sarà di “soli” 7500 euro netti. Nel 2011 le agendine del Senato ci sono costate 41 mila euro. Gli ex Presidenti della Camera hanno benefit per 10 anni dopo la fine del loro mandato. Tutto questo mentre la gente si suicida per la disperazione.

È chiaro che gli italiani non sopportano più tutto questo. Eppure se un partito volesse veramente vincere, se non stravincere, la prima cosa che dovrebbe fare é convincere gli astenuti a votare. Come? Basterebbe poco: una rinnovazione totale con candidati nuovi e presentabili. Ma, come dice Crozza, sarebbe come chiedere a Giovanna D’Arco di raccogliere la legna per il suo falò. Piuttosto che andarsene a casa gli onorevoli preferiscono formare governi con i propri avversari. Quando si tratta di poltrone da spartirsi sono una sola grande famiglia.

Giacomo Cangi

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Una risposta a Astenuti: veri protagonisti delle elezioni

  1. avatar
    miastengo 19/01/2013 a 02:03

    Dicono che il voto sia un diritto e dovere…ma i nostri politici si sono dimenticati i loro di DOVERI nei confronti di un’intera nazione. Non votero’ perche’ tanto non cambiera’ niente

    Rispondi

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