Artelibro 2010 a Bologna: incontro con Pablo Echaurren

Un artista “malato” di libridine si racconta al pubblico del Festival del libro d’arte di Bologna

di Laura Dabbene

Pablo Echaurren

Bologna – Week end di passione quello trascorso da Wakeupnews nel capoluogo emiliano in occasione della VII edizione di Artelibro. Passione per un oggetto che per è stato sotto i riflettori in tutte le sue accezioni e declinazioni, dall’antico manoscritto alle più avanzate forme di digitalizzazione: il libro. Dalla full immersion nasce questo micro reportage in differita, a lavori conclusi, organizzato in 4 appuntamenti con altrettanti articoli di approfondimento su alcuni temi affrontati durante la manifestazione.

Il primo appuntamento è con Pablo Echaurren, pittore, illustratore, ora anche scrittore, ospite del ciclo di incontri Storie di Libridine. A colloquio con Andrea Kerbaker, manager da sempre attivo nella promozione culturale, ma anche saggista e collaboratore del «Corriere della sera», l’artista è in veste di collezionista ed autore di un recente volume dedicato alla sua passione per i libri: Nel paese dei bibliofagi. Giornale di bordo di un collezionista futurista (Biblohaus, 2010). E proprio dal leit motiv della sua collezione, il movimento futurista, inizia il racconto di Echaurren, partito giovanissimo come pittore vicino al dadaismo e al surrealismo e, nella fase di tensione politica della metà degli anni Settanta, ideologicamente vicino a Lotta Continua e agli “indiani metropolitani”. Come avviene allora in quel periodo l’incontro con il Futurismo, sinonimo di simpatie fasciste da cui Echaurren non poteva essere più distante? Da un volantino in cui alcuni avversari politici lo accostano a Filippo Tommaso Marinetti: scaturisce così un primo interesse e gli stimoli a conoscere e ricercare libri futuristi vengono coltivati grazie all’amicizia con un grande bibliofilo e libraio antiquario, Roberto Palazzi.

Tra aneddoti e ricordi, il racconto della libridine di Echaurren tocca eventi che hanno segnato profondamente la storia del nostro Paese – il movimento del 1977, il sequestro e il delitto Moro – a cui si intreccia la vicenda biografica di un artista che, dopo l’incontro con il grande critico e gallerista Arturo Schwarz, ha lavorato per un editore come Savelli realizzando la copertina di un volume che è diventato simbolo di una generazione e di un momento storico: Porci con le ali. Diario sessuo-politico di due adolescenti, scritto da Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice nel 1976. E ancora si menziona la libreria Stampa Alternativa di Roma, dove a fine Settanta si trovavano libri introvabili, il “mitico” periodico «Linus», con cui Echaurren ha collaborato creando alcuni fumetti.

Dai primi passi collezionistici ad oggi la biblioteca futurista di Echuarren si è ampliata parecchio, anche se – dichiara l’artista – «ci sono ancora delle mancanze, dei buchi da tappare, circa una trentina, ma col tempo potrebbero aumentare, anziché diminuire». In fiera dice infatti di non aver acquistato nulla per colmare una delle suddette lacune, ma di aver trovato «qualcosa di cui non conoscevo l’esistenza».

Presto questo patrimonio librario confluirà nella Fondazione Echaurren, istituita insieme alla moglie. Alla domanda di Kerbaker sull’interesse mostrato dalle istituzioni verso questa importante iniziativa, che renderà pubblico e fruibile a tutti importante materiale documentario, la risposta è amara: totale disinteresse, sia recentemente da parte del Comune di Roma, sia in passato da parte della Biblioteca della GNAM, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Nonostante questa nota negativa, Pablo Echaurren, parla con entusiasmo della Fondazione e con estrema cortesia, a fine conferenza, accetta di scambiare due chiacchiere con noi di Wakeupnews.

Un’opera di Echaurren dedicata al basso elettrico, di cui è collezionista

Con malizia e un pizzico di cattiveria domandiamo: a quale pezzo della collezione non potrebbe mai rinunciare? «Tutti! – ci risponde senza pensarci un attimo – Perdere anche solo un elemento significherebbe snaturare il senso della collezione ed essa stessa crollerebbe». Ci racconta allora di un recente episodio in cui ha corso il rischio di smarrire un volume ed ammette di aver pensato: «Se non ritorna indietro mollo tutto!»

Lo stuzzichiamo allora richiamando un’altra sua grande passione, quella per i bassi elettrici di cui possiede un buon “arsenale”: a parità di budget acquisterebbe un libro o uno strumento musicale? «Sono due terreni difficilmente paragonabili ed è impossibile fare confronti». Ci presenta allora il suo “pusher” personale in fatto di bassi elettrici, Lorenzo Pelle, che precisa: «È complicato mettere insieme una collezione in questo ambito: è talmente vasto che occorre necessariamente definire un’area, che può essere geografica o cronologica secondo i gusti e gli interessi, e concentrarsi su questa».

Ringraziamo a salutiamo Pablo Echaurren e Lorenzo Pelle, con un sorriso e una stretta di mano, e continuiamo la nostra avventura ad Artelibro 2010.

Prossimo evento oggetto di approfondimento l’incontro con Giampiero Mughini, che si è confrontato con il pubblico su Venticinque anni di desideri per i cimeli del Novecento.

FOTO/ via http://comicsando.wordpress.com; http://www.culturaitalia.it; http://www.artsblog.it

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