Art First 2010. A Bologna è di scena il contemporaneo

Fino al 31 Gennaio il capoluogo emiliano è città d’avanguardia per l’arte del Novecento

di Laura Dabbene


Bologna - il centro storico

BOLOGNA – In una città che è stata nelle ultime due settimane sotto la pressione dei riflettori politici, principalmente per lo scandalo dell’ex sindaco Flavio Delbono, una ventata rinvigorente d’aria fresca è certamente stato l’evento che, insieme alla Biennale di Venezia, rappresenta in Italia il principale appuntamento per l’arte contemporanea: Bologna Art First.

Uscendo dagli spazio del quartiere fieristico, non certo angusto con i suoi circa 200 stand tra espositori e galleristi italiani e stranieri, questa edizione della kermesse ha invaso e coinvolto anche il centro storico, la Bologna dei portici e dei musei, delle chiese e dell’antica Università. Here and Now si chiama infatti il percorso cittadino di opere site specific, create cioè appositamente per il luogo in cui sono temporaneamente collocate, che si snoda tra l’Archiginnasio, dove l’installazione contemporanea dialoga con la cinquecentesca volta affrescata, e il Museo Archeologico, che ospita, a fianco dei più antichi reperti restituiti dagli scavi, le opere di artisti neo-pop. Coinvolto anche Palazzo d’Accursio, sede del comune, con una scultura al centro del cortile ed un’opera luminosa nell’area del porticato.

In un Paese come l’Italia, che assiste periodicamente all’inaugurazione in pompa magna di nuove istituzioni per l’arte contemporanea, da ultimo il MAXXI di Roma, ma che manca di un’attenzione e di un organico programma culturale con più ampio respiro a livello politico, la Fiera bolognese rappresenta, citando le parole del Direttore artistico e storica dell’arte Silvia Evangelisti, “un punto di riferimento per il mondo dell’arte italiana e, sempre più, anche internazionale” oltre a testimoniare “che l’Italia è ancora e sempre una fucina straordinaria d’arte e cultura (nonostante tutto)”. Ne sono chiarissimo esempio non solo le iniziative che costituiscono il corollario dell’Art First, dai convegni ai dibattiti, fino al concorso che premia il miglior talento under 30 presente in fiera, ma anche il fermento culturale e l’innovazione rappresentato dalla presenza di gallerie molto giovani (meno di 5 anni di vita), provenienti da realtà in cui è difficile proporre un qualcosa come l’arte contemporanea, oppure consorziatesi in un intraprendente collettivo per fronteggiare la difficoltà, anche economica, di affacciarsi su un mercato così particolare.

Arvo Pärt

L’apertura della Fiera ha visto, nell’Aula Magna dell’Università, la performance dell’artista americano Bill Viola e del musicista estone Arvo Pärt, in cui suoni e immagini si sono fusi in un unico canto, stabilendo una forte relazione tra tutti gli elementi in gioco, compresi l’architettura e la particolare aura dello spazio, ex chiesa di Santa Lucia. L’arte di Bill Viola, la sua sensibile attenzione per la pittura italiana di Pontormo, Rosso Fiorentino e l’iconografia del passato, ne fanno uno dei protagonisti del XXI secolo più adatti a riflettere il valore di un evento come l’Art First bolognese: la massima contemporaneità della creazione artistica in una delle città di più consolidata tradizione medievale che tutti ancora chiamano, accanto a la “rossa”  e la “grassa”, la Dotta.

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Una risposta a Art First 2010. A Bologna è di scena il contemporaneo

  1. avatar
    Alessandro 01/02/2010 a 16:48

    Della performance Viola-Part parlano oggi, 1 febbraio, in maniera entusiastica su La Repubblica! Grazie per aver segnalato l’evento, prova di attenzione e sensibilità per ciò che di valido accade nel vasto mondo della cultura

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