Anziani, vittime sconosciute (o quasi) della violenza

pensionati

pensionati.cisl.it

 

Roma –  Secondo i sociologi è un fenomeno molto diffuso ma contemporaneamente ancora molto sconosciuto quello della violenza sugli anziani. Per conoscere bene una fatto bisogna studiarlo, analizzarlo,  così la F.N.P Cisl (Federazione Nazionale Pensionati), in collaborazione con il suo coordinamento donne e al Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia (Siulp), ha organizzato un convegno l’11 settembre a Roma presso il centro congressi Cavour. Si è parlato proprio degli anziani e dei loro problemi in una società iperattiva come quella attuale, dove tutto corre e dove sembra che non ci sia tempo e spazio per loro, rendendoli sempre più vulnerabili e quindi più soggetti a episodi di violenza, sia fuori che dentro la loro casa.

Un convegno questo intitolato “Anziani: le vittime sconosciute della violenza” al quale hanno partecipato importanti relatori, anche istituzionali, tra i quali il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri e il Vice Capo Polizia, Direttore Centrale Polizia Criminale, Prefetto Francesco Cirillo, il quale ha portato dei dati molto importanti riguardo la situazione attuale della violenza sugli anziani. Dati che hanno fatto meglio comprendere il problema, i responsabili, le cause e le possibili soluzioni. Al convegno erano presenti anche Attilio Rimoldi, Segretario Nazionale Fnp Cisl, che ha presieduto i lavori, e Valeria De Bortoli, Responsabile del Coordinamento Donne Fnp. Sono seguiti la relazione di Vittoria Doretti, Procura della Repubblica di Grosseto, e gli interventi di Stefano Delfini, Servizio Analisi Criminale, Direzione Centrale Polizia Criminale; di Antonio Calaresu, Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica; di Felice Romano, Segretario Generale Siulp, e di Gigi Bonfanti, Segretario Generale F.N.P Cisl.

Durante la sua relazione il Prefetto Cirillo ha detto che l’andamento delle violenze sugli anziani sta seguendo una crescita costante negli ultimi anni: nel 2008 erano 240.946 (sul totale di 2.709.441), arrivati a 279.475 nel 2011 (sul totale di 2.763.012), aumentando di più di un punto percentuale negli ultimi quattro anni, passando dall’11,07 % nel 2008, al 12,59 % nel 2011. Inoltre, sottolinea il Prefetto, più della metà dei soggetti interessati (56%) sono uomini ultra 65 anni. La più alta percentuale di violenza sugli anziani, con relative denunce alle forza dell’ordine, si è riscontrata in Liguria col 16,63%, Friuli-Venezia Giulia con il 14,87%, Calabria col 13,81%, Piemonte con il 13,75% e Toscana con il 13,68% e infine la Campania con il 10,1%.

Un dato molto allarmante riguarda i reati più diffusi: cresce, infatti, la percentuale degli omicidi colposi, delle rapine e furti. Per quanto riguarda il primo punto l’incidenza percentuale con vittime d’età superiore ai 65 anni sul totale delle vittime è del 30,23% nel 2011, mentre nel 2008 era del 27%. Per i furti si è passati da un 12,45% nel 2008 al 14,65% nel 2011, mentre per le rapine, dall’8,91% all’11,40% nel 2011.

ministro cancellieri

il ministro dell'interno Cancellieri

In tutta questa sfilza di numeri molto negativi ce n’è uno che fortunatamente dà un po’ di speranza: la percentuale delle frodi informatiche verso gli anziani in calo di un punto, passate dal 15% al 14% circa. Tutti questi numeri devono sicuramente far riflettere. Infatti, sottolineano il fatto che la crisi economica che stiamo attraversando colpisce anche e soprattutto loro, costretti a vivere con pensioni ancora più insufficienti per loro sopravvivenza. Nonostante ciò cercano e non vogliono pesare sulla loro famiglia, che molto spesso non può occuparsi di loro. Di conseguenza si trovano a stare per molto tempo da soli o in balia di strutture e assistenti sociali e spesso, a causa della loro debolezza e fragilità, della delinquenza. Gente che si approfitta della solitudine in cui vivono queste persone. Purtroppo questa non è l’unica forma di violenza. Ce n’è una ancora peggiore ed è quella che si perpetra dentro le mura domestiche. Questa, purtroppo, è ancora meno conosciuta, ma anche concettualmente ignorata per il fatto che questo fenomeno non secondario richiederebbe una vera riflessione sulla famiglia.

                                         Stefania Galli

Foto || pensionati.cisl.it; interno.gov.it

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