Anticoncezionali: nuove scoperte sulla pillola per l’uomo

Spermatozoi

Spermatozoi

New York - Sembra essere sempre più concreta e vicina la realizzazione di un contraccettivo orale maschile. Un vero e proprio “pillolo” con azione simile ai sistemi di contraccezione femminile che impediscono l’ovulazione.

Un gruppo di ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute e del Baylor College of Medicine (Usa) ha, infatti, sperimentato un composto sui topi, ottenendo risultati molto promettenti. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Cell, ha dimostrato l’efficacia di questo composto, in quanto capace di interrompere la fertilità maschile reversibilmente e senza ripercussioni nella salute e nel comportamento sessuale.

Il composto di molecole in questione è il JQ1, una piccola molecola sintetica già nota per le sue proprietà antitumorali, che sembra aver superato tutti i problemi finora riscontrati nella realizzazione di un valido contraccettivo orale maschile. Il primo problema è la presenza di una barriera fisica che impedisce alla maggior parte delle sostanze in circolo di raggiungere l’area dei testicoli in cui viene prodotto lo sperma; il secondo problema è la produzione da parte degli uomini di milioni di spermatozoi al giorno, rispetto all’unico uovo prodotto dalla donna nel ciclo mestruale. Problemi che avevano reso vane o molto limitate le varie sperimentazioni condotte finora, utilizzando ormoni o altri composti affini a quelli efficaci nella donna.

Il JQ1, invece, si è dimostrato in grado di penetrare attraverso il tessuto dei vasi sanguigni testicolari e ha portato ad una diminuzione del numero e della qualità dello sperma in sole sei settimane.

Pillola anticoncezionale maschile

Pillola anticoncezionale maschile

Nel testicolo interagisce con la proteina BRDT che controlla le divisioni cellulari responsabili della formazione degli spermatozoi e delle cellule germinali, così facendo il numero degli spermatozoi diminuisce del 90% e tra i superstiti solo il 5% è attivo e in grado di muoversi efficacemente, mentre le possibilità di fecondazione diminuiscono drasticamente.

L’aspetto più positivo e promettente è la totale assenza di controindicazioni: durante il trattamento la produzione di testosterone è ai normali livelli fisiologici e non ci sono conseguenze sul comportamento sessuale dei topi. Inoltre interrompendo la somministrazione di JQ1, lo sperma torna alla sua normale attività e la salute della eventuale prole futura rimane intatta.

Nonostante finora l’esperimento sia stato condotto solo su roditori, James Bradner, il coordinatore dello studio, e la ricerca scientifica sembrano sulla strada giusta verso un’invenzione che rivoluzionerebbe il mondo dei contraccettivi offrendo una valida alternativa.

Daria Albini

Foto / www.121doc.it

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews