Anonymous torna all’attacco: oscurato il sito di CasaPound

Anonymous attacca CasaPound

Il sito di CasaPound è offline da ieri pomeriggio

Anonymous torna all’attacco e questa volta l’obiettivo è CasaPound. La rete di hacker, infatti, ha colpito il sito del movimento politico di estrema destra rendendolo irraggiungibile dalle ore 15 di ieri pomeriggio. Gli attivisti informatici hanno rivendicato poco dopo l’attacco, chiedendo addirittura l’intervento di Giorgio Napolitano per far chiudere il partito.

Il comunicato diffuso da Anonymous recita: «Salve, questo pomeriggio abbiamo attaccato e mandato offline il sito ufficiale di CasaPound Italia. Assieme a questo attacco abbiamo voluto iniziare una raccolta firme indirizzata al Presidente Della Repubblica per chiudere quello pseudo-partito fascista. Sul nostro Blog trovate tutte le informazioni».

L’offensiva sembra che non si ancora terminata, visto che il sito di CasaPound continua ad essere offline. Anonymous non accetta il fatto che il partito si sia presentato alle scorse elezioni, infatti prosegue la nota: «Ribadiamo che: Casapound, nonostante la posizione di chiara illegalità, gli assassinii e le violenze di matrice omofoba e razziale, si è presentata alle ultime elezioni. Ciò prova che questa organizzazione è un partito finanziato e coperto dalle Istituzioni».

Questa volta gli attivisti informatici non si sono limitati ad un semplice attacco hacker, ma hanno addirittura pubblicato sul proprio sito una petizione on-line rivolta al Presidente della Repubblica, al e ai Presidenti di Camera e Senato.  Le motivazioni per lo scioglimento di CasaPound sono menzionati chiaramente in questa petizione: «Ai sensi della legge 20 giugno 1952 n.645 art. 4, “Apologia del fascismo”, chiediamo l’immediato scioglimento di associazioni fasciste, a partire da CasaPound e, pertanto, oscuriamo il sito www.casapounditalia.org. Per tutte queste ragioni, #italy, #humanrights & #operationgreenrights chiedono che sia fatta valere la XII norma transitoria e finale della Costituzione, la quale sancisce che: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”».

Giorgio Vischetti

@GVischetti

foto|| pianetatech.it; softpedia.com

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