Anonymous contro Wikileaks e Assange: “Informazione deve essere libera”

Tensioni tra la rete hacker Anonymous ed il sito di Julian Assange (tech.fanpage.it)

Washington - E’ iniziata una vera e propria guerra tra il collettivo di hacker Anonymous e Wikileaks, il sito divenuto famoso per aver reso pubblici i documenti segreti della diplomazia mondiale.

“Cari amici di Wikileaks, avete perso i vostri ultimi alleati. Spero muoriate in un incendio”. Con questo tweet shock ed una lettera aperta Anonymous ha voluto rendere pubblica la propria avversità alle nuove iniziative della creatura di Julian Assange, che da qualche giorno impone agli utenti di pagare l’accesso ai suoi documenti rubati. Il sito di Assange ha infatti lanciato una nuova campagna di finanziamento. Una ricerca fondi che di fatto sta trasformando il sito da gratuito a pagamento. Una mossa arrivata dopo il rilascio di 200 mila file segreti relativi alle prossime elezioni presidenziali americane.

Sul sito è comparso un Paywall (letteralmente tradotto come “muro a pagamento”). Dal momento in cui un utente clicca su uno dei documenti contenuti nel sito, la pagina stessa viene invasa da messaggi che suggeriscono un pagamento all’organizzazione, o di condividere un video “Votate Wikileaks” sui social network. “Votate con il vostro portafoglio, votate Wikileaks”. Se nessuna delle soluzioni proposte viene scelta, il documento non potrà essere visualizzato e la sua lettura dunque rimane impossibile.

Anonymous ha immediatamente protestato contro l’iniziativa e dopo dieci ore di discussioni con Wikileaks, il paywall è stato effettivamente rimosso. “La maggior parte degli utenti non ha la conoscenza tecnica necessaria per togliere questo Paywall. E chiaro che Wikileaks vuole forzare le donazioni impedendo l’accesso alle informazioni. E un modo di operare immondo e assolutamente non etico.” Questo quanto riferito dal comunicato stampa ufficiale presentato da Anonymous.

E’ la fine di una collaborazione nata nel 2010, da quella “Operation Payback” con la quale la rete di Anonymous attaccò Paypal dopo che Visa e Mastercard bloccarono i finanziamenti per il sito di Assange. Solo 24 ore prima vennero pubblicati i famosi “cable” che costarono il carcere alla talpa Bradley Manning, tutt’ora a processo e a rischio pena di morte. Da allora il gruppo che agisce con indosso la maschera di Guy Fawkes (eroe della congiura delle polveri e protagonista della pellicola cinematografica dei Fratelli Waschowski V per Vendetta), non aveva mai cessato di difendere il sito web ed il suo fondatore.

Ora le due strade sembrano essersi separate definitivamente “Wikileaks non è, o non dovrebbe essere, solo Julian Assange – si legge ancora nella lettera – La missione iniziale era quella di fornire al pubblico informazioni provenienti dal governo e dalle industrie, notizie che altrimenti sarebbero rimaste segrete, informazioni che il pubblico ha il diritto di sapere. Ma tutto ciò è stato spinto sempre più in secondo piano. Ora si parla di come Assange sia andato a cena assieme a Lady Gaga.

L’australiano intanto è rifugiato da mesi nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, unico tentativo valido per evitare l’estradizione in Svezia e da lì la consegna alle autorità statunitensi. Non vi è ancora una risposta ufficiale alle accuse di Anonymous, solamente un tweet dell’account di Wikileaks in cui si legge che il blocco presente sul sito non è una richiesta di donazione, ma un richiesta di condivisione sui social network della campagna.

Davide Lopez

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