Anno 2300: Metà della Terra sarà inabitabile

Lo sostiene un recente studio dell’Università del Nuovo Galles del sud di Sydney. Il responsabile? Il riscaldamento globale ad opera dell’effetto serra 

di Veronica Leanza 

 Lo studio dell’ University of  New South Wales in Sydney, con la collaborazione della Purdue University in Usa, ha pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, lo studio di una ricerca dove, stando ai suoi risultati, sembra che in circa 300 anni la metà del nostro pianeta diverrà “troppo calda” per l’uomo.  

Questo  team di ricercatori dell’Università americana e australiana, hanno basato la loro ricerca su una serie di scenari tra i peggiori prodotti a partire dai modelli climatici. Le loro conclusioni finali sono state particolarmente inquietanti. 

Il surriscaldamento terrestre è la causa principale non solo di questo, ma anche dell’aumento delle piogge torrenziali, e dei più recenti tifoni, uragani e cicloni. 

Il vortice, il cui andamento rotatorio è dovuto alla rotazione della Terra, produce venti fortissimi in grado di raggiungere una velocità di 200 k/h. L’origine principale degli uragani  dunque, è l’acqua calda, ed è per questo che molti esperti ritengono che il riscaldamento terrestre abbia causato, negli ultimi anni, un’intensificazione del fenomeno

Se l’umanità non sarà in grado di ridurre le dimissioni di gas ad effetto serra, le temperature globali potrebbero aumentare del 10-12% entro il 2300; conseguenza: la totale inabitabilità della Terra. 

Il professor Tony McMichael dell’Australian National University in un’intervista al quotidiano inglese Telegraph, ha dichiarato: «Gran parte del dibattito sui cambiamenti climatici è basato sul fatto che il mondo riuscirà a mantenere il riscaldamento globale al livello relativamente sicuro di soli due gradi centigradi entro il 2100. Ma il cambiamento climatico non si fermerà nel 2100, e nell’ambito di scenari realistici fino al 2300  potremmo essere di fronte ad aumenti di temperatura di 12 gradi o anche di più. Se questo accadrà, le nostre preoccupazioni attuali circa il livello dei mari, ondate di calore e incendi occasionali, perdita di biodiversità e le difficoltà agricole, impallidiranno accanto ad una delle principali minacce, tanto che la metà del globo abitato attualmente potrà semplicemente diventare troppo caldo per le persone che ci vivranno. C’e’ bisogno di concentrare l’attenzione dei governi sull’impatto dell’aumento delle temperature sulla salute, affermano gli studiosi, ed è possibile che le istituzioni esistenti sottovalutino il fenomeno». 

Gli effetti del surriscaldamento della crosta

Gli effetti del surriscaldamento della crosta

 

Riguardo alle proiezioni del Panel intergovernativo dell’Onu sul cambiamento climatico (Ipcc), essi avvertono che «negli avvertimenti per il futuro viene usato un linguaggio mite con stime conservative sugli impatti, questo e’ appropriato per un ente scientifico, aggiungono, ma i governi del mondo debbono essere onesti con i loro cittadini sull’intera gamma dei pericoli potenziali posti da emissioni incontrollate e dagli estremi di cambiamento climatico che inevitabilmente ne seguirebbero».  

I ricercatori sostengono infine che lo sviluppo di tecnologie energetiche pulite, sia l’investimento più importante da fare in questo momento. Ci vorrebbe una maggiore attenzione da parte dei media, dell’opinione pubblica e delle istituzioni verso pratiche ecosostenibili  un po’ in tutti i settori. 

Noi da semplici esseri umani, tifiamo per un maggiore interesse ed una maggiore cura da parte di tutti per la conservazione del nostro bel pianeta!! 

  

  

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